A Barletta il PD in vista delle elezioni comunali ha deciso che le questioni ambientali possono attendere

Non abbiamo mai fatto sconti all’amministrazione Cascella e abbiamo sempre rivendicato e praticato la nostra totale opposizione alle politiche portate avanti dalla sua sgangherata coalizione.
Però per poter fare un bilancio politico complessivo di questa amministrazione dopo ben quattro anni dal suo insediamento, è necessario fare un analisi su quelle che sono le criticità strutturali che investono questo territorio e su quali sono state le azioni messe in campo per risolverle o quanto meno per arginarle.
Partendo chiaramente dalla crisi ambientale conclamata con cui la città di Barletta deve misurarsi quotidianamente e che ormai non viene neanche più mistificata o sottaciuta da una classe politica che ha tentato più volte di far finta di nulla.
Partire da questa tematica significa innanzitutto porre le basi per affrontare la questione di un modello economico e industriale che per oltre 40 anni  si è nutrito di una concezione sviluppista del territorio che garantiva in apparenza benessere sociale ed economico per tutti e che invece negli ultimi anni ha mostrato tutti i suoi limiti entrando in una crisi profonda.
Era ed è necessario che la politica si assuma la responsabilità di invertire questa tendenza per costruire un modello economico che risponda realmente ai bisogni dei cittadini e non di aziende interessate unicamente al profitto.
Ma in questi quattro anni nulla e’ stato fatto da questa amministrazione e dai partiti che la sostengono, anzi le uniche proposte pratiche approvate in Consiglio Comunale, ma mai attuate, per gettare finalmente le basi per un’alternativa economica e ambientale sono venute da quei movimenti, come il Forum Salute e Ambiente che da anni portano avanti queste battaglie.
Ci riferiamo chiaramente alla Strategia Rifiuti Zero, che se attuata potrebbe subito far risparmiare la Tari ai cittadini secondo il principio che meno rifiuti produci e meno paghi, ma anche lo stanziamento di 100.000€ per il monitoraggio ambientale delle aziende insalubri(Timac e Buzzi Unicem).
Proprio la gestione dei rifiuti è diventata una questione cruciale in un territorio dove si susseguono inchieste giudiziarie per smaltimento illecito che vede coinvolti anche politici barlettani; ma chi dovrebbe occuparsi di far diventare i rifiuti una risorsa per la collettività creando anche occupazione come il Presidente della Barsa, partoriscono campagne straordinarie di raccolta rifiuti per l’estate che dovrebbero invece essere la normalità.
La stessa amministrazione comunale in collaborazione con la Regione Puglia in questi anni sulla crisi ambientale si è limitata a mettere in campo un monitoraggio farlocco della falda acquifera che dopo quasi due anni non solo non ha prodotto nessun risultato concreto( i responsabili dell’inquinamento non sono stati ancora individuati) ma sembra scomparso dai radar proprio l’intero iter del monitoraggio.
Anche per quanto riguarda un’altra vicenda spinosa come la discarica di rifiuti speciali a San Procopio che preoccupa notevolmente chi abita nelle vicinanze e gli operatori agricoli, il Sindaco Cascella aveva fatto notare in conferenza di servizi per il rinnovo dell’autorizzazione che quella discarica non doveva proprio sorgere vista la sua vicinanza all’abitato di Montaltino e alla vecchia discarica mai bonificata.
Dopo quel sussulto di dignità la vicenda della discarica si è inabissata senza che nessuno abbia avuto il coraggio di portare fin in fondo questa vicenda emettendo un’ordinanza per chiuderla.
Dopo quattro anni così magri si rischia con questo ultimo anno di consigliatura di toccare il fondo.
L’intento ormai chiaro di questa maggioranza e dei capibastone del  Partito Democratico che ne guidano l’azione è quello di non entrare in conflitto con il mondo produttivo in questo ultimo anno in vista delle prossime elezioni comunali.
Quindi secondo i loro calcoli non ci deve essere nessuna possibilità per attuare finalmente la strategia rifiuti zero, che prevede come punto fondamentale che nel proprio territorio non ci siano discariche ed incenerimento di rifiuti.
Non vogliono che venga avviato il monitoraggio ambientale delle aziende insalubri, incominciando finalmente a spendere i 100.000€ stanziati dal Consiglio Comunale, perché sanno benissimo che da quel monitoraggio, se fatto bene, potrebbero uscire dati sconvolgenti dal punto di vista dell’inquinamento delle matrici ambientali, che metterebbero sul banco degli imputati la coalizione di centro-sinistra e il suo futuro candidato Sindaco complici del disastro ambientale.
Inoltre il Partito Democratico e i suoi alleati non vogliono mettere in difficoltà aziende come la Buzzi Unicem che proprio nel 2018 dovrà rinnovare la propria autorizzazione per poter continuare a bruciare indisturbata le 65.000 tonnellate annue di combustibile da rifiuti.
Se credono di sottrarsi da qualsiasi responsabilità lasciando che sia la magistratura con i suoi tempi biblici ad occuparsi del disastro ambientale che incombe su tutti noi si sbagliano di grosso, perché come movimenti porteremo le nostre istanze nella prossima campagna elettorale.

 

Collettivo Exit

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