Chi siamo

Il progetto del sito non è nient’altro che uno strumento di cui il Collettivo EXIT cerca di dotarsi per cercare di interpretare un mondo che,bene o male,ci riguarda tutti.

Ma è anche un proposta che mettiamo a disposizione di tutti quei soggetti che con noi vogliono condividere un punto di passaggio verso la costruzione di un progetto alternativo.

Cerchiamo, con tutte le difficoltà del caso, di articolare la prospettiva di un’etica dell’azione politica che cerchi con forza di scardinare quel pensiero unico che attraversa il mondo globalizzato.

Il sito rappresenta per noi un passaggio cruciale verso la costruzione di quella cooperazione sociale su cui si fonda qualsiasi tentativo di immaginare e di sognare una società libera da qualsiasi forma di dominio.

Oggi,davanti ad un mondo globalizzato caratterizzato sempre più da guerra,miseria e sfruttamento,non possiamo più rimandare la necessità di pensare ed agire in funzione della realizzazione di uno spazio comune che permetta alle soggettività di riprendersi ciò che gli è dovuto.

Tutto questo può avvenire soltanto se partiamo da un dato di fatto e cioè che è indispensabile analizzare con uno sguardo più acuto i mutamenti della composizione sociale per cercare di ridefinire un orizzonte possibile che ci permetta di ridare slancio a interpretazioni e soluzioni radicali.

Facciamo questo giornale sapendo che molto c’è da fare e che il nostro è un piccolo sguardo su tutto ciò che accade intorno a noi, consapevoli però di appartenere ed agire all’interno di dispositivi in cui la prospettiva non è più quella della chiusura all’interno di logiche identitarie, ma della possibilità dataci dalla potenza del divenire e dalla creazione dell’ attuale, per cercare finalmente di” afferrare quella scintilla che manderà a fuoco la prateria”.

Il sito è lo strumento che il Collettivo Exit utilizza per costruire una dimensione sociale che rifiuti lo strumento vuoto della delega e della rappresentanza politica, ma che si concretizzi nella lotta attorno ai bisogni reali per meno precarietà e più salario, per il reddito sociale, per il diritto alla casa e ai servizi,per i diritti civili,per la difesa dell’ambiente e del territorio,per non morire d’inquinamento e di lavoro.

È urgente oggi constatare l’inadeguatezza e la povertà dei rapporti di potere presenti, a fronte della ricchezza di cooperazione sociale operante e da costruire dal basso.

Per questo il nostro sguardo e la nostra attenzione in questa fase di grave crisi economica è rivolta verso tutte quelle risorse sociali che si ordinano attorno all’emergenza dei bisogni conflittuali, per costruire sui territori l’autonomia sociale e politica.

Collettivo EXIT
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