Da Kobane a Raqqa: la Rivoluzione del Rojava, la lotta all’Isis e al patriarcato – Venerdì 28 Luglio, Barletta

Venerdì 28 luglio saranno ospiti nella nostra città gli attivisti kurdi Ezel Alcu e Firat Ak per un dibattito sulla Rivoluzione del Rojava. Questo incontro fa parte di percorso iniziato qualche anno fa e che ci ha portati ad intraprendere un percorso di sostegno alla lotta del popolo kurdo sotto diverse forme.

Nell’autunno del 2014 la città kurda di Kobane (situata sul confine turco-siriano) opponeva un’eroica resistenza all’avanzata ed al tentativo di invasione da parte dello stato islamico. Al termine di un assedio durato più di 4 mesi la città veniva liberata grazie alle forze di autodifesa YPJ e YPG. La liberazione di Kobane ha dato il via all’avanzata di quella che viene definita la rivoluzione confederale in Rojava (Kurdistan occidentale). Nei terrirori liberati si è affermato in questi anni un nuovo modello sociale, il confederalismo democratico, che vede nell’autogoverno dei territori, nel rispetto e la tutela di tutte le componenti etniche e religiose, nell’autodifesa e nel fondamentale ruolo nella società delle donne i suoi pilastri fondamentali. Proprio il ruolo della donna è un importante chiave di lettura in questa nuova società democratica. Le donne kurde, nella loro storia, hanno patito due diverse forme di repressione. La prima di natura etnica, legata alla persecuzione del popolo kurdo all’interno del territorio degli stati nazionali in cui le loro comunità sono state costrette dopo la caduta dell’impero Ottomano. La seconda legata al loro essere donne in una società fortemente maschilista che non riconosceva loro alcun ruolo. Il protagonismo delle donne in tutti gli ambiti della vita della comunità è, quindi, uno dei pilastri fondamentali del confederalismo democratico. La risposta al modello di società patriarcale imposto dai regimi e dal fondamentalismo religioso non poteva che essere l’autodeterminazione e l’autodifesa delle donne. Il Confedaralismo democratico è oggi una realtà viva ed in continua evoluzione non solo nei territori a maggioranza kurda e rappresenta, secondo molti, l’unica via per un medio-oriente realmente democratico. L’avanzata delle forze siriane democratiche (SDF, a cui partecipano le forze di autodifesa kurde ed altre componenti provenienti dalle varie etnie presenti sui territori liberati) fino alle porte di Raqqa, capitale dello stato islamico, ne è una chiara testimonianza. Come hanno più volte dichiarato durante l’assedio di Kobane i kurdi non stanno combattendo solo per la libertà del proprio popolo ma per la libertà del mondo intero.
Il nuovo modello sociale rappresentato dal con federalismo democratico rappresenta l’unica vera alternativa ai regimi ed al fondamentalismo religioso, nel contesto della guerra civile siriana. Capire chi sta realmente combattendo la barbarie dello stato islamico e la repressione dei regimi turco e siriano è importante per avere un occhio critico sull’operato dei governi occidentali, in particolar modo sulle loro alleanze e collaborazioni economiche.

Ne discuteremo venerdì 28 luglio, con gli attivisti kurdi
Ezel Alcu – rappresentante movimento delle donne kurde;
Firat Ak – attivista kurdo
a partire dalle 19:00, nella villa comunale di Viale Giannone nei pressi del murales dedicato ai f.lli Vitrani.

Collettivo Exit

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