Giovani di Forza Italia in cerca d’autore

Il teatrino della destra barlettana pare aver scelto la strategia comunicativa del mettersi in ridicolo. Una destra senza contenuti politici e completamente allo sbando non ha altri argomenti di cui parlare se non il murales dedicato alla memoria dei fratelli Vitrani, partigiani barlettani morti combattendo il nazifascismo durante la Resistenza.
Nella loro richiesta di rimozione indirizzata alle autorità cittadine i giovani di Forza Italia (ma esistono davvero?) parlano di “regimi estremisti” riferendosi al murales stesso, oltre al solito copia/incolla di deliri sul degrado ormai in diretta a reti unificate su tutto il territorio nazionale. A parte il fatto che, ad oggi, non ci risultano casi nella storia di regimi non estremisti, quindi, se proprio questi giovani vogliono scrivere fesserie che almeno lo facciano in una forma decente, ci chiediamo in che modo l’antifascismo sia rappresentazione di un “regime”. È inutile ricordare che la lotta partigiana è stata lotta di liberazione contro un regime, quello fascista che i giovani vecchi di Forza Italia legittimano puntualmente con i loro patetici tentativi di ritagliarsi uno spazio nel panorama politico cittadino. Un po’ ci mettiamo nei loro panni, figli di un partito guidato da un pregiudicato e di una situazione politica cittadina che vede uno degli storici candidati di spicco della destra barlettana andare in giro a braccetto con il capetto del PD cittadino. Dev’essere davvero triste non sapere di cosa parlare e riciclare periodicamente la questione del murales nel vano tentativo di dire “ehi ci siamo anche noi”. Purtroppo per loro, in città, non riescono nemmeno a detenere il primato di idiozie, saldamente nelle mani dei fascistelli da quattro soldi (che non nomineremo per non far loro pubblicità), con i quali immaginiamo ci sia un mal celato accordo sulla spartizione delle boiate propagandistiche. Una cosa, per così dire, in famiglia; si saranno detti “Ok, noi parliamo di cacche di cane e scritte sui muri e voi sparate addosso ai negri…”. Se non fosse che poi le cronache nazionali, dopo il vile atto di terrorismo fascista a Macerata, ci dimostrano che l’atto di “sparare addosso” non è più solo simbolico e che un Luca Traini potrebbe tranquillamente annidarsi tra questi sostenitori della difesa del decoro cittadino, per i quali il degrado non è farsi rappresentare da un pregiudicato ma un omaggio a due combattenti partigiani figli di questa città.
Leggiamo inoltre, nel loro inutile spreco di carta ed inchiostro, che i nostri eroi senza volto chiedono l’immediata individuazione e sanzionamento dei “vandali” autori del tanto discusso murales. Sappiamo bene che le forze dell’ordine cittadine hanno uno strano problema all’udito che li porta a sentire solo le richieste di aiuto provenienti da destra, ma vogliamo anche ricordare che l’omaggio ai fratelli Vitrani è stato realizzato alla luce del sole, in una partecipatissima iniziativa pubblica quindi che cosa ci sarebbe da individuare?
Ribadiamo quanto affermato in altre occasioni. Se il murales dedicato alla memoria dei fratelli Vitrani dovesse essere rimosso il loro volto comparirà su tutti muri della città, non è una minaccia ma una promessa. Ricordiamo, inoltre, alle istituzioni cittadine in preda al ricatto della campagna elettorale che nessun provvedimento potrà cancellare la memoria antifascista di questa città.

 

Barletta Antifascista
Collettivo Exit

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