Il 4 Marzo non è successo nulla

Che queste elezioni fossero uno spartiacque della politica istituzionale del nostro Paese era ormai risaputo da tempo.
Una campagna elettorale pessima, iniziata più di un anno fa subito dopo la sconfitta del PD di Renzi al referendum sulla riforma costituzionale e giocata in tutti questi mesi in un continuo crescendo di promesse elettorali che più che delineare uno straccio di futuro, hanno stuzzicato la pancia di una società italiana stanca e arrabbiata.
Il risultato era nell’aria e solo chi è rimasto chiuso nei palazzi del potere in tutti questi anni poteva pensare che anche questa volta la “nottata”sarebbe passata.
Oggi giustamente si mette in evidenza la disfatta del Partito Democratico che dopo 5 anni di governo diventa un attore marginale della scena politica ma si tralascia di sottolineare un altro aspetto, il crollo di Forza Italia cannibalizzata dalla Lega a trazione razzista e fascista.
Con la disfatta del PD e di Forza Italia cala definitivamente il sipario sulla finta contrapposizione tra centro-destra e centro-sinistra( basata sull’antiberlusconismo)che ha monopolizzato la scena politica negli ultimi 20 anni.
Un’ epoca costruita sul mantra della fedeltà al credo neoliberista che ha impoverito i ceti popolari,polverizzato la classe media,producendo precarietà ,disoccupazione e devastazione ambientale.
In questo finale, i titoli di coda e gli applausi spettano alla sinistra in tutte le sue sfumature, capace soltanto di riprodursi come ceto politico e destinata ormai all’estinzione.
Ma la fine di un’epoca non significa automaticamente l’inizio di una nuova era, perché le vittorie schiaccianti del movimento 5stelle e della Lega non rappresentano un nuovo inizio.
Della Lega conosciamo tutto il peggio che una Forza razzista e xenofoba riesce a produrre quando ha le leve del comando; l’incognita invece è rappresentata da un governo a guida 5stelle.
La schiacciante Vittoria ottenuta soprattutto al Sud dimostra quanto il voto al movimento più che essere un voto di fedeltà al proprio programma rappresenta un rifiuto di una classe politica scollata completamente dalla realtà.
Basta dare uno sguardo ai nomi dei grillini eletti in Parlamento, gente sconosciuta che ha saputo sconfiggere nomi blasonati della politica.
Quello che ci preme sottolineare e cosa cambia dopo il 4 marzo a chi è impegnato nei movimenti, nelle lotte; dopo il 4 marzo non cambia nulla perché sappiamo che questa stagione politica la dobbiamo vivere costruendo relazioni, tessendo i fili della resistenza e della solidarietà.
Anche se un governo a guida 5stelle sarebbe una novità che dobbiamo saper cogliere, non certo per le loro idee o il loro progetto politico ma per le contraddizioni che produrranno nel lungo periodo.
Basti pensare alla questione del reddito di cittadinanza (non si è capito di cosa parlano, di reddito sociale, di salario minimo) o alla partita che si gioca intorno alle grandi opere come la Tav e il Tap.
Il nostro compito è quello di far emergere queste contraddizioni e farle esplodere in un processo Costituente, gettando le basi per un cambiamento radicale della nostra società.
Non sarà facile, continueremo a subire la repressione degli apparati dello stato(a maggior ragione con i grillini al potere) ma è l’unica strada per riprenderci tutto quello che ci hanno rubato.

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