Intimidazioni poliziesche per interrompere l’iniziativa contro il disastro ambientale

Abbiamo deciso di organizzare l’evento di ieri sera (Venerdì 15 Dicembre) per rompere il silenzio istituzionale intorno al disastro ambientale che, nonostante tutte le rassicurazioni dai piani alti, continua a perdurare in questa città. Portare la nostra testimonianza della partecipazione al III Incontro internazionale contro l’incenerimento dei rifiuti che si è tenuto in Messico a fine Novembre, e parlare della situazione ambientale barlettana ci sembrava un atto necessario. Soprattutto in una città come la nostra che si ritrova all’alba di una campagna elettorale in cui destra e centro-sinistra continueranno a essere antagoniste a parole, ma nei fatti colluse per far sì che di disastro ambientale, di rifiuti bruciati nella cementeria, di falda inquinata non si parli troppo, caso mai qualcuno si dovesse accorgere delle loro responsabilità nel proteggere i poteri economici che stanno speculando sulla nostra salute. Ieri sera, questa voglia matta di censura ha preso una piega squallida e grottesca. Nel bel mezzo del concerto al Cappero di Zulù e Polina, che avevamo invitato per chiudere l’iniziativa, un manipolo interforze di municipale, polizia e carabinieri (mancavano solo le teste di cuoio), facendosi largo tra la folla che si stava beatamente godendo il concerto, ha minacciato di chiudere il locale per fantomatici “volumi troppo alti”, senza addurre alcuna prova in merito, senza avere un fonometro in mano a testimoniare lo sforamento dei limiti, ma solo perché, citando testualmente uno dei membri del suddetto manipolo: “io lo sento troppo alto”. Quando qualcuno ha fatto notare che probabilmente è una ragione un po’ troppo soggettiva e arbitraria per avere fondamento di legge, l’arroganza tipica di chi è a corto di argomenti è venuta immediatamente a galla, con minacce isteriche di denunce e querele che hanno iniziato a vorticare talmente forti da coprire persino il suono del concerto. Ci chiediamo come sia possibile che in questa città si possa interrompere un’iniziativa debitamente autorizzata in questa maniera così arbitraria e senza alcun fondamento. Perché se il nostro concerto era da annullare per volumi troppo alti, allora sono da annullare tutti gli eventi di questa città in cui ci sia una cassa acustica; ogni locale del centro storico che si dovesse azzardare a fare un po’ di intrattenimento all’aperto dovrebbe chiudere i battenti. Persino i commercianti del centro potrebbero avere dei problemi per quelle canzoncine di natale sparate con gli altoparlanti fuori dai negozi in questi giorni. Ma ovviamente sappiamo benissimo che qui non si sta parlando di disturbo alla quiete pubblica. Qui si parla di disturbo alla quiete politica. Evidentemente ai piani alti sono terrorizzati dall’idea che ci possa essere qualcuno con l’intenzione di rovinare quella pace sociale che garantisce agli scalda-sedia del consiglio comunale le loro belle campagne elettorali, deturpando i muri di questa città con le loro facce sempre sorridenti e sempre ipocrite, e a chi inquina di continuare a intascare profitti devastando il nostro territorio. Così spaventati da utilizzare questi mezzucci intimidatori indegni di una società che si dice “democratica”. Ci viene da ridere a pensare a quanti di questi campioni di collusione politica si sciacquino la bocca con la parola “legalità”, dimostrando in queste come in altre occasioni di non conoscere neanche il significato del termine. Ricordatevelo, cari concittadini, in questa non ancora iniziata e già putrescente campagna elettorale. A Barletta si possono tagliare ulivi monumentali cavandosela con una multa irrisoria, si possono inquinare le falde acquifere per anni, si possono riversare in mare tutte le schifezze che volete, si può appestare l’aria con un vasto assortimento di sostanze tossiche. Ma guai a organizzare un concerto per parlare di tutto questo senza la benedizione di questo o quel politico compiacente.

 

Forum Salute e Ambiente Barletta

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