La lotta contro l’incenerimento dei rifiuti è anche una lotta contro i cambiamenti climatici

La seconda giornata internazionale contro l’incenerimento dei rifiuti ha focalizzato la propria attenzione non solo nei confronti delle esperienze di lotta provenienti dall’Europa (Italia, Spagna e Catalogna) e dall’America Latina (Cile,Salvador e altri Paesi) ma ha saputo raccontare il protagonismo di comunità resistenti provenienti da altri stati del Messico (Puebla, Morelos,Hidalgo, Mexico). Importantissima è stata la testimonianza di un compagno della città di Tecamac, nell’Estado de Mexico, che ci ha raccontato della mobilitazione di una comunità dopo che il Sindaco ha approvato un mega progetto chiamato “nuovo millennio” per incenerire 30.000 tonnellate di rifiuti al giorno. Il progetto non è stato ancora realizzato ma si vocifera che il sindaco abbia preso una tangente per approvare il progetto. Il tema della svendita delle risorse del Paese al capitale straniero e della repressione ha attraversato questa giornata con la testimonianza di un campesinos indigeno di Santiago de Anaya nello Stato di Hidalgo. La modifica da parte dell’ex Presidente della Repubblica Salinas de Gortari (colui che ratificò nel 1993 il nefasto trattato di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico) dell’articolo 27 della Costituzione, che permette al Governo di poter svendere la terra dei contadini. I campesinos durante la loro lotta hanno subito una forte repressione, con minacce di morte nei confronti dei leader comunitari. Tutto ciò non ha impedito che la comunità di Santiago de Anaya si dichiarasse pueblo autonomo indigeno. Non possiamo non citare l’intervento fatto con passione e energia da Monica Romero, che ci ha parlato della lotta nello Stato di Morelos, dove nacque Emiliano Zapata, uno dei più ricchi dì biodiversità e dove le donne sono protagoniste nelle battaglie ambientali. Questo due giorni non si sono limitati soltanto a focalizzare l’attenzione sulla questione del l’incenerimento ma ha abbracciato temi come l’accesso all’acqua, alla salute, a vivere in un ambiente sano. Tutti temi intrecciati tra loro che non possono essere affrontati singolarmente e che purtroppo da tempo devono ormai fare i conti con un convitato di pietra, i cambiamenti climatici. Ne ha parlato in modo forte e chiaro Riccardo Navarro del Salvador (Goldman prize nel 1995) ricordando i numerosi uragani, sempre più forti, che hanno devastato la zona del Caribe. Ricardo ha ricordato che senza un cambio radicale del sistema economico e politico non è possibile garantire giustizia sociale e ambientale per tutti. Le maggiori responsabilità ricadono sui Paesi occidentali che hanno per decenni sfruttato e saccheggiato il Pianeta. Forse per dare continuità e maggior forza a questo evento internazionale bisognerebbe cambiare la prospettiva e il nome. Non solo bisogna ribadire che siamo contro l’incenerimento ma che lottiamo per realizzare diritti sociali e ambientali per tutti.

 

 

 

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