La storia antifascista e democratica della nostra città non può essere cancellata

Quanto sono prevedibili i fascistelli locali. Vedono una cosa bella, una murales fatto alla luce del sole per ricordare la storia di questa città, e con l’urgenza di un attacco di meteorismo, strisciano coperti dalla notte come piccoli topi paurosi di essere scoperti e in anonimato lasciano le loro deiezioni su cose troppo grandi per il loro comprendonio. E lo fanno anche male, visto che non sono stati neanche in grado di rovinare completamente il murales che le forze antirazziste e democratiche (Arci, Anpi, Cgil, Unione degli studenti, Collettivo Exit) di questa città hanno dedicato ai fratelli Vitrani, partigiani di origine barlettana che hanno sacrificato la loro vita per la libertà. Ce lo aspettavamo in fondo, e in queste ore il tutto sta per essere ripristinato a dovere. Cari aspiranti seguaci del duce (quel duce che alla sconfitta del fascismo tentò di salvarsi la vita scappando in Svizzera), avete fatto un lavoro inutile. La prossima volta statevi a casa e leggete un libro, se ci riuscite. O almeno il dizionario, la voce “ipocrisia”, per cominciare. Potreste scoprire che se ammorbate tutti con discorsi come “l’onore”, il “coraggio” e tutte quelle cose da macho represso che usate per nascondere la vostra nullità, e se avete anche la pretesa di vendervi come difensori del “degrado” o del decoro urbano di questa città, beh, poi non fate una bella figura quando nella realtà non avete neanche il “coraggio” o la “fierezza” di uscire allo scoperto e rivendicare quelle scritte malferme con cui avete insozzato le strade. Ma immaginiamo sia chiedere troppo alle vostre capacità. Insomma, i temerari fascisti del terzo millennio, figli di papà annoiati che giocano a fare i tosti, come bimbetti capricciosi che pestano i piedi quando non capiscono, più che fare uno sfregio a chi quel murales l’ha orgogliosamente rivendicato, hanno involontariamente tirato su un monumento alla loro stupidità. E non ce n’era bisogno, lo sapevamo già. Sta di fatto che anche se quel murales fosse stato deturpato da cima a fondo, se anche fosse stato ricoperto dalle frasucole senza senso con cui riempite i vostri programmi politici, nulla sarebbe cambiato. Perché quel murales non è semplicemente una linea di vernice su un muro, è il simbolo di tutta quella città che non cede ai deliri di chi in questi giorni sta cercando di instillare odio verso nemici immaginari, lasciando terreno libero a chi fa profitto sulle nostre vite, sulla nostra salute, costringendoci a esistenze sempre più precarie e impoverite. La Barletta antirazzista, democratica, solidale, che malgrado gli sforzi di qualche bulletto della politica, esiste e continuerà a farlo, e se questo sfregio voleva essere un avvertimento para-mafioso, beh, potevate anche non disturbarvi, perché continueremo ad animare le strade e le piazze di questa città con i nostri contenuti. A voi lasciamo i commentini su facebook e le vigliaccherie notturne.

 

Barletta Antifascista

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