Le incognite del post-referendum nel Kurdistan Iracheno – Corrispondenze dal Kurdistan

Riceviamo e pubblichiamo una breve analisi di un nostro compagno dal Kurdistan sul referendum per l’indipendenza del Kurdistan Regional Government tenutosi il 25 Settembre

 

Lo scenario post-referendum nel Kurdistan iracheno (o Bashur) è ancora nebuloso. Intanto il governo iracheno ha dato un ultimatum di 72 ore per bloccare aeroporti e confini della regione autonoma.
Barzani (Presidente della regione del Kurdistan iracheno) non ha una posizione chiara in merito all’esito del referendum. Il movimento ha le idee chiarissime invece: il 76% degli elettori ha votato ed ha stravinto il sì.
Quello che non si dice di sicuro in Europa è che circa 3000 guerriglieri sono scesi dalle montagne dichiarando di voler difendere in ogni modo la scelta del popolo del Bashur. Il governo iracheno non vuole lo scontro, anche se dichiara fermezza ed autorità. In questa vicenda ha un ruolo importante anche quello che accadrà in siria dopo Raqqa ed a Deir ez-Zor.
L’accordo tra regime ed SDF (Syrian Democratic Forces) era il corso dell’Eufrate come linea da non oltrepassare. Il regime ha sconfinato settimane fa e con l’aiuto dell’aviazione russa ha bombardato le loro postazioni a ridosso di Deir ez-Zor. Allo stesso tempo il regime propone un accordo per una regione autonoma del kurdistan siriano. Probabilmente l’accordo comporterebbe la riconsegna di Tabqa (una città che ospita la diga più grande del medio-oriente, attualmente danneggiata), Raqqa e quindi Deir ez-Zor.
Il tentativo è quello di spegnere quella che è stata finora una rivoluzione multietnica e dare il contentino ai kurdi conservando pieno controllo sulla popolazione araba in Siria e tutto il medio oriente.
Lo spettro è quello di una rivoluzione tradita dalla politica, di una seconda regione autonoma kurda sul modello del KRG (Kurdistan Regional Government) di Barzani. La partita di Raqqa, forse, è stata volutamente rallentata. Si poteva chiudere in una settimana ma forse ci vorrà un mese. Perché? Perché dopo Raqqa gli Usa si faranno da parte e nulla potrà fermare le pressioni del regime da sud e della Turchia a nord.

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