L’esercito turco entra nella città di Afrin, si resiste strada per strada

La scorsa notte le truppe turche e le milizie jihadiste alleate sono riuscite ad entrare nella città di Afrin oltrepassando le linee di difesa della città. La propaganda del governo turco ha quasi immediatamente diffuso la notizia della caduta di Afrin, notizia falsa.
In queste ore ad Afrin si combatte strada per strada per la difesa della città. Le truppe di terra nemiche sono riuscite ad entrare in città ma le YPG resistono e duri scontri sono ancora in corso. Durante la mattinata in un’operazione speciale delle YPG 35 soldati dell’esercito turco sono stati eliminati. Inoltre sulla città continuano i bombardamenti dell’aviazione turca. Tutti dati che fanno pensare ad una città tutt’altro che “caduta”.
A seguito dell’avanzata dell’esercito turco e delle milizie vicine ad Al Nusra e quel che resta di Daesh è stato messo in atto un piano di evacuazione. Le forze di autodifesa, da questa mattina, stanno provando ad evacuare il maggior numero possibile di civili. L’aviazione turca prende di mira i convogli di civili in fuga provocando centinaia di feriti. Giungono, inoltre, notizie di violenze indiscriminate delle bande jihadiste alleate dell’esercito turco, esecuzioni di massa e decapitazioni. I simboli della rivoluzione confederale e della resistenza del popolo kurdo sono stati distrutti e dati alle fiamme.
La battaglia è ancora aperta, Afrin non è caduta ma ora più che mai occorre far sentire la nostra presenza in questa resistenza, con tutti i mezzi necessari come riportano i diversi appelli alla mobilitazione ed all’azione diretta diffusi in queste ore.
Per anni vi hanno terrorizzati con la minaccia di Isis ed Al Qaeda, oggi i vostri governi forniscono le armi a queste organizzazioni.
Un punto affrontato anche durante la conferenza stampa di questa mattina dove i rappresentanti delle organizzazioni civili del cantone di Afrin hanno dichiarato che la resistenza nella città di Afrin continuerà ed hanno chiesto alla comunità internazionale di rompere il muro di silenzio attorno al genocidio in corso ad Afrin da parte della Turchia e dei suoi alleati jihadisti “se oggi Erdogan non sarà fermato diventerà una minaccia per il mondo intero.”
Il portavoce delle YPG, comandante Brusk Heseke, ha dichiarato che Afrin non è caduta ma si è solo resa necessaria l’evacuazione dei civili per evitare altro spargimento di sangue (ricordiamo che gli ospedali della città sono stati ripetutamente bombardati nei giorni scorsi ndr). Le YPG e le YPJ sono presenti in tutti i quartieri della città pronte a resistere.
Dal comando di YPG International arriva un appello all’azione diretta a sostegno della resistenza di Afrin: “Il compito storico di coloro di coloro che hanno combattuto con noi è ora di mostrare la loro solidarietà prendendosi rischi. Il tempo delle azioni dimostrative è finito.Quindi rinnoviamo la nostra chiamata a tutti i nostri compagni che è tempo di usare il nostro legittimo diritto di rappresaglia…”
La difesa di Afrin è entrata in una nuova fase, i combattenti e le combattenti YPG-YPJ lotteranno strada per strada, casa per casa fino all’ultimo proiettile e fino all’ultima goccia di sangue per difendere Afrin e tutto ciò che rappresenta.
Difendere Afrin significa difendere il destino dell’umanità.
Biji berxadana Afrin!
Serkeftin.

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