Verso la stretta finale – Corrispondenze dalla Siria

Pubblichiamo una nuova corrispondenza di un compagno italiano, Gabar Carlo, impegnato con le forze curde sul fronte di Deir Ez Zor, nel nord della Siria. (Qui e qui i precedenti aggiornamenti)

(Villaggio di Al Hejinah)

Aggiornamento dal 23 ottobre ad oggi:
Sono sul fronte di Deir Ez Zor, nei pressi dei pozzi dati alle fiamme circa due settimane fa. L’accampamento è un ex stazione di smistaggio gas. L’operazione procede con combattimenti villaggio per villaggio. Uno particolarmente pieno di Daesh è stato attaccato per ben due volte. Durante il primo attacco ci sono stati diversi martiri. Si pensa che gran parte dei Daesh fuggiti da Raqqa, prima che fosse circondata, siano in questo villaggio e che liberando questo villaggio si possa considerare chiusa la partita. La situazione non è semplice, nel corso di una settimana abbiamo ricevuto una serie di attacchi nel nostro accampamento. Il 24 Ottobre un’autobomba è esplosa a pochi metri da dove eravamo accampati. Ci sono stati tre martiri ed alcuni feriti. Erano compagni che tornavano a casa dopo mesi di combattimenti. Meno di un’ora dopo l’autobomba ci sono stati altri due attacchi di minore intensità. Sono gli ultimi disperati e folli gesti di Daesh ormai al collasso. Attaccano in gruppuscoli con tattiche di guerriglia. Il 26 una tempesta di sabbia durata 5 ore ci ha sorpresi e siamo rimasti in posizione di difesa per tutto il tempo perché temevamo attacchi a causa della scarsa visibilità. Questa notte c’è stato un nuovo attacco, credo che Daesh abbia pensato di approfittare del fatto che alcuni tabur (battaglioni) si siano mossi per andare in operazione nei piccoli villaggi rimanenti. Alcuni Daesh sono stati uccisi. L’operazione, come già detto, procede villaggio per villaggio. Non voglio esprimermi molto a riguardo perché, come già successo per Raqqa, si è combattuto ancora per un mese dopo che è stata divulgata la notizia che Daesh era al collasso. Ma credo che sia questa la stretta finale. Nel giro di due settimane dovremmo poter considerare Daesh sconfitto. Tuttavia è bene precisare che si tratterebbe solo di una sconfitta militare. Sul piano ideologico il fronte è ancora aperto. Sia per tutto ciò che Daesh ha seminato, soprattutto nei villaggi, sia perché sappiamo tutti che non si sconfigge un’idea solo con le armi ma cercando di costruire una società nuova. Nel villaggio di cui parlavo prima, quello con un grosso numero di Daesh, gli uomini del califfato hanno resistito forti del supporto della popolazione. Ci stiamo muovendo verso un altro villaggio e spero che il prossimo aggiornamento posa portare la notizia della fine dei combattimenti.

Heval Gabar Carlo

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