19 Febbraio – Bari non si Lega: Atto II

È la seconda volta che il ministro degli interni torna in città. L’ultima volta non ce la dimentichiamo, certo: accompagnata dopo poco da un agguato fascista. E certamente non crediamo che in politica ci siano coincidenze. La lista è lunga, forse anche troppo: connivenza con Casapound al Sud e con Forza Nuova al Nord, “amicizie” tra gli esponenti più in vista delle cosche malavitose. Amico del popolo si, ma del popolo del denaro, sporco o pulito: padroni, mafiosi, fascisti. Ovviamente, non c’è quasi bisogno di dirlo, ogni “visita” del ministro è accompagnata da contestazioni sempre più larghe, sempre più largamente colpite dalla repressione.
Torniamo, dopo il 21 settembre, a ribadire che c’è una Bari che non si lega e non sale sul carro dell’alleanza giallo-verde. Come precari, non sopportiamo la vista di una depravazione del reddito di cittadinanza in salsa xenofoba e liberista. Come donne, non sopportiamo le dichiarazioni del ministro della “famiglia” – un tempo delle “pari opportunità”. Da studenti e terroni, non ci vanno proprio giù le parole di Bussetti: il Meridione si im-pegna troppo, pagando il pegno dell’unificazione dello stivale a binario unico. Quello dello sfruttamento del Sud in termini di risorse e di manodopera. A vantaggio del Nord, in cui il sentimento anti-meridionale della Lega non si è mai sopito e, anzi, prosegue spedito: basti vedere il progetto di secessione dei ricchi di tre regioni settentrionali.
Col beneplacito della Lega e il capo chino del M5S, l’Italia sta rotolando sempre più verso un incubo fatto di frontiere, questure, violenze, machismo e fascismo. In questo, il Sud rimane sempre allo stesso posto: fanalino di coda della crescita, alla testa del treno quando si viaggia su un binario morto. Ma il Sud mantiene anche la sua posizione nelle lotte e la testa alta rispetto agli sfruttatori di sempre, assieme ai loro amici fraterni: i fascisti.
Crediamo, invece, alla possibilità di esperienze di cooperazione del lavoro non sfruttato, di un reddito di base svincolato dalla messa al lavoro forzato, di un’integrazione diffusa basata sull’autodeterminazione degli individui, di una vita libera da discriminazioni e violenze sulla base di sesso, censo o nazionalità. Per questo, è necessario per noi costruire un “Atto II” di una manifestazione colorata e partecipata, che sia espressione tanto dei desideri del sud quanto del suo rifiuto a lasciarsi inquinare dalla retorica corrodente di un ministro venuto dal Nord.
#maiconsalvini #barinonsilega #atto2

Mai Con Salvini – Bari

Evento FB: https://www.facebook.com/events/811721682503260/

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *