25 aprile 2019 – partigiani di ieri e di oggi

 

Il cambiamento promosso dalla santa alleanza Lega-5 stelle ci porta a riflettere sul significato di Antifascismo oggi, in una società incattivita e fomentata contro un nemico creato a regola d’arte. In questa guerra tra poveri orchestrata ed alimentata da chi fa dell’incitamento all’odio uno strumento di controllo delle masse le organizzazioni neofasciste non si limitano più a sporadiche apparizioni ma accrescono il loro consenso.
Ogni cambiamento rivoluzionario ha le sue radici in una chiara lettura del presente. La lotta partigiana fu una reazione ad uno stato di cose nel quale la libertà di pensiero, di parola, la libera espressione del dissenso furono fortemente messe in discussione da un modello sociale basato sulla discriminazione etnica e di genere. In migliaia decisero di opporsi a tutto ciò abbracciando la Resistenza, impugnando le armi od offrendo il loro sostegno a chi lo faceva. Coloro che durante il ventennio erano classificati come banditi furono gli artefici della liberazione dal nazi-fascismo. Siamo consapevoli che sarebbe impossibile ed anche sbagliato parlare di una nuova Resistenza, perché la lettura del presente di cui parlavamo ci fa capire che non è possibile impiantare esperienze di lotta di una determinata epoca nell’attualità. Quello che però ci resta è il significato più intimo delle motivazioni che hanno spinto tante e tanti a mettere a disposizione le loro vite per il bene di tutti. Il senso odierno dell’Antifascismo risiede, appunto, nella ricerca del fascismo stesso in tutte le sue forme ed analogamente nel sostegno e nella solidarietà a tutte le esperienze che provano a combatterlo ed a creare una diversa visione della società. La repressione del dissenso, a colpi di pacchetti sicurezza e guerra ai poveri fatta per decreti, sono fronti sui quali siamo chiamati a combattere. E’ necessario essere presenti in tutti i contesti in cui le discriminazioni di genere divengono un modello culturale consolidato ed intaccano la libertà degli individui di poter scegliere sui propri corpi e sulle proprie vite. Vivere ed agire nelle strade e nei quartieri ed in tutti quei luoghi in cui l’odio etnico e religioso funge da calmiere contro quel conflitto sociale che, altrimenti, andrebbe ad individuare i veri colpevoli di tanta disperazione e sofferenza. L’Antifascismo non può prescindere dall’Internazionalismo, ovunque ci sia una qualche forma di oppressione siamo chiamati a rispondere. Il modello sociale propagandato dall’accozzaglia fascio-grillina non è molto diverso da quello alla base dei fondamentalismi religiosi che hanno messo a ferro e fuoco il Medio Oriente negli ultimi anni. La discriminazione su base etnica, religiosa e di genere, la repressione delle identità culturali e di ogni forma di dissenso sono cavalli di battaglia del fondamentalismo islamico tanto quanto di un governo che limita le libertà individuali a colpi di deliri securitari, family day e respingimenti alle frontiere.
Mentre per anni governi e media allineati riempivano le nostre giornate con lo spauracchio del terrorismo tanti e tante hanno dato il loro contributo diretto alla causa internazionalista. Il 18 marzo scorso, uno di loro, Lorenzo Orsetti combattente delle Unità di Difesa del Popolo cadeva in battaglia nel tentativo di provare a dare il suo contributo per la costruzione di un mondo migliore. Il ministro Salvini ha utilizzato la morte di Orso per propaganda personale, a lui chiediamo spiegazioni della persecuzione ai danni di nostri compagni e compagne che esattamente come Lorenzo hanno scelto di andare a combattere l’ISIS in Siria del Nord. A Torino ed in Sardegna sono oggi accusati di pericolosità sociale delle stesse istituzioni che dicono di onorare il sacrificio di Lorenzo.
Onorare la lotta partigiana è, quindi, un elemento di imprescindibile attualità nelle nostre vite. Era il motivo che ci ha spinti a dedicare un murales a dedicare ai fratelli Vitrani, partigiani originari della nostra città caduti in battaglia durante la Resistenza, ed a portare avanti una battaglia per difendere quel simbolo dagli attacchi di alcuni politici e dalle azioni notturne delle organizzazioni neofasciste. Al termine di un percorso per il riconoscimento di questo simbolo il 25 aprile ci concentreremo sotto il murales per commemorare i fratelli Vitrani e tutti coloro che hanno dato la vita per l’Antifascismo e da lì ci ricongiungeremo al corteo della Liberazione, che partirà dal rivellino del castello e sarà accompagnato da letture ed interventi in ricordo della lotta partigiana, fino al suo termine.

Concentramento: ore 10,30 – murales Fratelli Vitrani all’interno dei giardini De Nittis.

 

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