5 ANNI OCCUPATI – 22-23-24 Agosto 2018 – Casa Occupata Via Garibaldi, Taranto

5 ANNI OCCUPATI
22-23-24 Agosto 2018
Casa Occupata Via Garibaldi 210 – Città Vecchia, Taranto

Comunità Conflitto Partecipazione
Il degrado e l’abbandono che da più di cinquant’anni colpiscono la città vecchia di Taranto manifestano il tentativo istituzionale di trasformare l’isola in una “vetrina”, svendendola e privatizzandola sulla scia di innumerevoli centri storici italiani che hanno perso il contatto con le loro origini fino a rimanere privati della loro cultura, sostituita da centri del commercio e consumismo d’élite che non lasciano più spazio agli abitanti originari del luogo.
Gli esempi delle città di Lecce e Gallipoli sono un evidente fallimento in termini di tutela delle radici e delle tradizioni di un luogo benché siano ormai vent’anni che, anche a livello europeo, si tenta di salvaguardare l’identità culturale territoriale, anche nelle sue naturali evoluzioni, quale patrimonio indiscusso di tradizione e resistenza delle culture popolari che nessuna “vetrina” potrà mai sostituire.
Siamo di questa scuola. Siamo fortemente convinti che la bellezza di quest’isola, oltre ad essere sostenuta dal suo incommensurabile patrimonio artistico-culturale fortemente a rischio proprio a causa delle condizioni ambientali, di degrado e di abbandono ricadute su di esso nel corso degli ultimi 80 anni, sia fortemente connessa alla vita quotidiana dei suoi abitanti, alle loro relazioni e alla loro creatività che restituisce genuinità a questo contesto territoriale così complesso ma ancora capace di far “respirare” autenticità e comunità a tutti i suoi visitatori.

Riteniamo che abitare il quartiere significhi crescere e vivere al suo interno connettendosi con il suo tessuto più viscerale, in seno ad un progetto di vita che determini riappropriazione di spazi reddituali (lavoro) necessari per vivere in maniera dignitosa, riappropriazione di reddito indiretto anche attraverso la restituzione autorganizzata (occupazione) di stabili abbandonati alla pubblica fruizione. Riteniamo che abitare il quartiere significhi “sviluppo di comunità”, una riconnessione di quel tessuto sociale che sia in grado di ambire a sovvertire lo stato economico-servile in cui siamo relegati, costruendo in maniera collettiva un’economia solidale che sappia essere vero volano per un cambiamento epocale che ponga al centro non l’accumulazione ma la dignitosità della vita che si conduce.

È in questa cornice di senso che nascono e si sviluppano i progetti di educazione popolare che da anni pratichiamo e che da anni cercano risposte a domande esistenziali: come andare al di fuori di percorsi che possono confondersi con l’assistenzialismo? Come determinare percorsi emblematici di facile riproducibilità capaci di fare dell’autorganizzazione, fin ora praticata nel quartiere in maniera diffusa ma non ancora radicata, l’arma più potente che la collettività esercita nel suo percorso di trasformazione del vissuto quotidiano?
L’intento di questa tre giorni e in particolare della assemblea pubblica è costruire scenari di riappropriazione del territorio mediante progetti di auto-recupero che, oltre a rispondere ad esigenze di reddito, siano capaci di costruire scenari di abitabilità cognitiva e solidale mediante presidi di educazione popolare, di assistenza legale, di assistenza sanitaria e consultoriatorale.

In seno alle questioni di auto-recupero e, quindi, di auto-reddito, ci piacerebbe stimolare un dibattito che riesca a innestarsi in maniera fattiva sul territorio: l’assemblea pubblica “Città Vecchia. No alla gentrificazione. Auto-recupero come futuro possibile, unica rigenerazione urbana!” prevista per giovedì 23 agosto alle ore 20:00 presso la Casa Occupata Via Garibaldi 210, si propone di dare avvio ad un ciclo di assemblee popolari che scelgano come sostituire in maniera funzionale l’abbandono. Ospiti nell’assemblea rivolta al quartiere, Bruno Papale, presidente della cooperativa Inventare l’abitare (Roma), Arch. Dariuche Dowlatchahi, progettista e direttore di lavori di auto-recupero di alcune occupazioni del MLxC (Firenze), Sandra Berardi di Prendo Casa e Stefano Catanzariti del Comitato Piazza Piccola (Cosenza), Carmen Pisanello autrice di In nome del decoro (Bari), Andrea Ferrari Casa Editrice Bepress (Lecce), da sempre impegnato nel sociale al fianco degli ultimi. Gli invitati contribuiranno a rendere più concreto e immaginabile il progetto di auto-recupero dello stabile di Via Garibaldi potenzialmente riproducibile per tutta la Città Vecchia.

Ottenere fondi per ripristinare le strutture in stato di abbandono e restituirle alla comunità in termini di servizi palesemente mancanti è uno degli obiettivi del progetto su citato. Gli stessi fondi andranno spesi in maniera solidale al territorio: è nostra intenzione costruire liste di maestranze presenti nel quartiere alle quali fare riferimento per i lavori di sistemazione degli stabili, nell’ottica di una riappropriazione delle risorse e delle strutture presenti nella Città Vecchia. Le liste delle maestranze presenti nel quartiere possono innescare un movimento economico che sia in grado di eliminare microcriminalità, stimolare forme sostenibili di turismo e rendere gli abitanti della Città Vecchia protagonisti della trasformazione del loro territorio.
È proprio questo senso di protagonismo popolare che ambisce ad attivare sul territorio qualunque percorso di educazione popolare e che caratterizza la tre giorni in festa per la ricorrenza della riappropriazione dello stabile di Via Garibaldi 210, teoricamente e praticamente adibito ad ostello, rivelatosi l’ennesima speculazione edilizia finalizzata allo sperpero di denaro pubblico e alla propulsione dell’abbandono.

Non è un caso, infatti, che i proventi della tre giorni saranno finalizzati anche alla salvaguardia dello stabile di fianco alla casa occupata che richiede un intervento di isolamento del tetto per evitare l’ennesimo crollo, Intervento, anche quest’ultimo, auto-organizzato, praticato senza alcuna richiesta di assistenza e a difesa del nostro modo di vivere all’interno di un sistema capitalistico che garantisce a pochi e abbandona tutti gli altri. Intervento che sia esempio di fattibilità di pratiche di autorecupero comunitario. Autorecupero come strumento di risoluzione della occupazione stessa.

Nei mesi a venire daremo vita a dibattiti e discussioni sulle possibilità che il quartiere offre, riuscire a renderle sinergiche mediante l’intelligenza collettiva e creativa di un’assemblea itinerante che sappia attirare la partecipazione attiva degli abitanti in qualità di alternativa reale a un mondo di sfruttamento, lo stesso che a causa delle logiche del profitto condanna ogni abitante della città e della provincia ad ogni singolo respiro. Respiro colmo di quell’aria che il siderurgico obsoleto rende genocida, quella industria che ha completamente eclissato per oltre 50 anni altre possibilità di evoluzione territoriale e prossimo ad annunciare migliaia di esuberi, un territorio dove la marina militare ne fa da padrona impedendo qualsiasi sviluppo possibile sia in termini culturali che economici precludendo accessibilità al nostro mare.

Un progetto che crei una comunità responsabile attraverso condivisione di risorse e realtà, attraverso sviluppo di pratiche e di crescita delle attitudini culturali capaci di consapevolizzare singoli e collettività rispetto agli obiettivi specifici, creando un governo comunitario che agisca solo con azioni condivise per favorire una visione collettiva dei problemi e delle aspirazioni stesse del territorio.
Un progetto di condivisione di programmi per la riqualificazione, valorizzazione e gestione del territorio.
Un progetto che crei conflitto costruttivo tra popolazione e istituzioni, al fine di autodeterminarci per autogovernarci. Un progetto che crei uno spazio pubblico di comunità. Un movimento popolare di liberazione.

NON CHIEDIAMO PERMESSO A NESSUNA ISTITUZIONE PER POTER PRATICARE E RADICARE QUESTA ESPERIENZA. QUI STIAMO E QUI RIMANIAMO! QUESTO È IL PUNTO DI PARTENZA PER QUALSIASI SOLUZIONE.

TRE GIORNI DI FESTA, 5 ANNI DI OCCUPAZIONE, UNA VITA DI LOTTA!

PROGRAMMA:

MERCOLEDÌ 22 AGOSTO
Dalle ore 18:00
Mostra Mercato delle Autoproduzioni Artigianali e Alimentari

Dalle ore 22:30
Dj Set REBEL CITY SOUND SYSTEM
‘O ZULÙ. Quant’ ne vuo’” 99 minuti LIVE con O’ ZULÙ DEI 99 POSSE

GIOVEDÌ 23 AGOSTO
Ore 17:30
concerto della BANDARISCIÒ con esibizione del CIRCO LABORATORIO NOMADE

Ore 20:00
Incontro/Assemblea pubblica “Città Vecchia. No alla gentrificazione. Auto-recupero come futuro possibile, unica rigenerazione urbana!”. Interverranno Bruno Papale, presidente della cooperativa Inventare l’abitare (Roma), Arch. Dariuche Dowlatchahi, progettista e direttore di lavori di auto-recupero di alcune occupazioni del MLxC (Firenze), Sandra Berardi di Prendo Casa e Stefano Catanzariti del Comitato Piazza Piccola (Cosenza), Carmen Pisanello autrice di In nome del decoro (Bari), Andrea Ferrari Casa Editrice Bepress (Lecce)

Ore 22:30
concerto di CHITARRE E TAMMORRE
Incursioni sonore con GEPPO SOUND

VENERDÌ 24 AGOSTO
Dalle ore 22:30
FIDO GUIDO, Tarantology LIVE
Live set DJ WAR

Comitati di Quartiere Città Vecchia e Paolo VI
Casa Occupata via Garibaldi 210
https://www.facebook.com/events/300057263877362/

 

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