A Barletta cresce… l’inquinamento

Il giorno 8 febbraio la centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria situata presso la scuola S. Domenico Savio a Barletta ha registrato il settimo superamento del limite (50 µg/m³) del valore di pm10 presente nell’aria. Gli altri sei sforamenti si sono registrati nei primi 20 giorni di gennaio. Mantenendo questa media arriveremmo alla fine dell’anno con 65 superamenti del limite, raddoppiando quasi il limite di 35 sforamenti annui previsto dal Decreto Ministeriale n.60 del 2 aprile 2002 e anche dall’Unione Europea. Senza tener conto che d’estate la presenza di pm10 nell’aria aumenta a causa delle condizioni atmosferiche e che quindi la previsione è fatta al ribasso.
Tutto questo avviene in una città che ha una sola centralina che rileva il pm10, posta in una zona dove il traffico non è soggetto a ingorghi, lontano dal vero centro cittadino e dagli insediamenti industriali responsabili di emissioni (Buzzi e Timac). Ciò che viene rilevato non dona un quadro completo di quelli che sono i valori reali su tutta la città e di quelli che sono gli sforamenti dei limiti. Gli sforamenti, in altre zone della città sono, probabilmente, superiori a quelli registrati in via Canosa ma non possiamo saperlo con certezza. Quello che sappiamo con certezza è che il monitoraggio della qualità dell’aria non è adeguato, anche per responsabilità del nostro Sindaco che, nonostante i continui appelli lanciati dal Coordinamento “No Biomasse ed Inceneritori”, non ha provveduto né ad attivare la centralina mobile in possesso del Comune, né ad aumentare con l’ausilio dell’Arpa la presenza di centraline in zone più critiche della città visto che per esempio la centralina nello stadio Simeone,quella in prossimità della Cementeria, non rileva PM10 ma solo NO2 e O3.
Sapere, attraverso dati parziali, che il pm10 presente nell’aria di Barletta supera spesso i limiti e che li supera anche in zone non particolarmente critiche della nostra città questo è insostenibile e inaccettabile per ogni cittadino. L’aria non è un optional; non possiamo farne a meno e dev’essere di buona qualità per tutelare la salute collettiva. Il sindaco Maffei non può sottrarsi a questo suo dovere, distratto dalla sua campagna elettorale. Maffei è il sindaco fino a quando non verrà sostituito o riconfermato e fino a quel momento dovrà fare il sindaco, prima che il candidato.
Anche dal Piano Regionale di Qualità dell’Aria dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) emerge che Barletta si trova in fascia “C” quella più critica per la presenza di emissioni da traffico veicolare e dalla presenza di impianti industriali insalubri come Cementeria e Timac e che andrebbero presi provvedimenti immediati. Queste stesse informazioni sono da tempo in possesso sia dell’ Assessore per la Salvaguardia dell’ Ambiente Dott. Filannino che del Dirigente del Settore Ambiente Ing. Mastrorillo che però non sono stati capaci di predisporre un piano per arginare l’inquinamento nonostante le continue sollecitazioni del Collettivo Exit e di tutto il Coordinamento “No Biomasse ed Inceneritori”, composto da associazioni e movimenti diversi della Bat.
Crediamo sia arrivato il momento che qualcuno si prenda le proprie responsabilità di fronte al continuo manifestarsi di situazioni critiche dal punto di vista ambientale magari facendosi da parte.
Sarebbe troppo semplice e soprattutto non sortirebbe nessun effetto o peggio ancora costituirebbe un alibi, chiedere oggi le dimissioni dell’ assessore Filannino, visto che si trova a due mesi dalla fine della consiglia tura.
Invece andrebbe rimosso il dirigente all’ambiente Mastorillo non solo, per l’immobilismo che sta dimostrando davanti ai continui sforamenti di emissioni di Pm10 dall’inizio dell’anno ma, anche per come ha gestito con l’assessore Filannino la vicenda del Consiglio Comunale monotematico sulla Cementeria in cui ha ammesso con naturalezza che non c’erano dati sulle emissioni della Buzzi Unicem, cosa immediatamente smentita dal Coordinamento No Biomasse e Inceneritori che in una conferenza stampa ha illustrato i dati del Registro INES sulle emissioni largamente superate di monossido di carbonio,monossido di azoto e anidride carbonica.
Crediamo sia un atto dovuto ,come è dovuto un intervento di Maffei per ridurre l’inquinamento visto che a parole vuol fare dell’ambiente uno dei principali temi della sua campagna elettorale. Con la salute dei cittadini in ballo non si fanno né giochi politici, né promesse elettorali né si possono rimandare decisioni e provvedimenti.

Francesco Scatigno – Angelo Dileo – Collettivo EXIT

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