A Barletta l’austerità va di moda

Con un colpo di bacchetta magica la farsa della crisi nella maggioranza del Sindaco Cascella, apertasi dopo la stroncatura in Consiglio Comunale dei primi adempimenti al piano urbanistico territoriale tematico/paesaggistico(PUTT/p) e culminata con le sue dimissioni, è all’improvviso rientrata.
Gli scenari possibili di un rientro delle dimissioni a determinate condizioni, magari attraverso un cambio nella composizione della maggioranza con conseguente fuoriuscita di alcuni consiglieri, non si sono verificati.
Anzi, la ricomposizione del quadro politico è avvenuta rimuovendo l’ostacolo principale riguardante la questione urbanistica, in una città contrassegnata e gravata dal peso della mala edilizia che ha già causato in passato tragedie e scempi urbanistici.
Il Sindaco Cascella ha deciso di ritrovare la tanto agognata unità all’interno della sua maggioranza vincolando il ritiro della sue dimissioni all’approvazione del bilancio.
Un bilancio che porta il marchio dell’austerity e che è frutto del suo operato visto che da mesi trattiene questa importante delega, redatto ancora una volta al chiuso del palazzo di città, senza che sia stato previsto alcun coinvolgimento della cittadinanza.
Ma da questo punto di vista non ci siamo fatti mai delle grosse illusioni, come non ci siamo fatti illusioni sul fatto che questo bilancio potesse in qualche modo essere in contro tendenza rispetto a quello che è stato partorito negli ultimi anni.
In questo bilancio è rimasta invariata la politica lacrime e sangue inaugurata dal Sindaco Cascella nei precedenti due bilanci serviti per ripianare gli oltre 10 milioni di euro di debiti accumulati dalla classe politica negli ultimi anni.
Infatti restano invariate le aliquote sull’IMU e sull’addizionale IRPEF, mentre si fa scendere leggermente la TASI, che comunque era stata portata al massimo, dal 3,2 per mille al 2,7.
Un discorso a parte merita la questione della TARI, la tassa sui rifiuti, dopo che da circa un anno la città di Barletta ha intrapreso la strada della raccolta differenziata attraverso il sistema porta a porta.
Si è arrivati in Consiglio Comunale ad affermare che l’adozione del sistema porta a porta e la destinazione nel bilancio di risorse per agevolazioni fiscali a 12.000 utenti con ISEE basso, rientrino nel percorso perseguito da questa amministrazione verso Rifiuti Zero.
Questo è assolutamente falso, perché la delibera Rifiuti Zero resta chiusa nel cassetto del Sindaco e probabilmente non sarà mai portata in Consiglio Comunale per la sua approvazione.
Sulla gestione dei rifiuti non è mai stata fatta una pianificazione che garantisse alla città un percorso virtuoso ed è per questo che noi oggi non sappiamo nulla di quanto la Barsa incassi dalla vendita dei materiali differenziati e come questi vengano venduti, se direttamente ai consorzi con ricavi bassissimi, o invece sul libero mercato dove invece verrebbero garantiti ampi margini di guadagno.
Inoltre la mancata pianificazione non permette ancora una volta di introdurre la tariffa puntuale facendo pagare gli utenti in base all’indifferenziato prodotto.
La continuità con i bilanci precedenti e con le politiche di austerity è garantita anche attraverso la svendita del patrimonio pubblico, con una piccola differenza rispetto al passato, visto che in Consiglio Comunale alcuni consiglieri si sono lamentati della mancata approvazione del regolamento (redatto anche questo senza nessun coinvolgimento della cittadinanza) che aprirebbe la strada alla più grande spoliazione di beni appartenente alla collettività che la città abbia mai conosciuto.
Il risultato principale dell’approvazione di questo bilancio è aver mantenuto al suo posto il Sindaco Cascella che potrà continuare a governare nella sua beata solitudine, aspettando che i suoi sodali ritornino alla carica ad assediare il suo fortino.

 

Collettivo Exit

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