Abbattimento daini nella BAT: le e-mail di protesta

Sono centinaia le e-mail di protesta di attivisti, animalisti e cittadini, di ogni parte d’Italia, inviate al Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani Francesco Ventola, all’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali Domenico Campana, al Dirigente del Settore Polizia Provinciale e Protezione Civile, Caccia e Pesca Francesco Paolo Greco e per conoscenza alle testate locali e regionali. Pubblichiamo in questo articolo e nei prossimi le più significative.

La Provincia di Barletta Andria Trani (BAT) ha deciso di uccidere 100 daini allevati nel “Centro pubblico di allevamento della selvaggina” situato all’interno dell’azienda provinciale Papparicotta, perché in qualche modo sono diventati “scomodi”.
Viene da chiedersi: cosa dovrebbe fare questo “Centro pubblico di allevamento della selvaggina”? A queale scopo questi animali vengono allevati? Immagino certo non per amore verso gli animali, ma per fornire delle prede in pasto alla voracità di cacciatori (e bracconieri) locali. Già questo sarebbe un fatto completamente inaccettabile.

Ma la situazione è ancora peggiore. Infatti, da quanto appreso in rete, la decisione di ucciderne 100 è dovuta al fatto che è stato istituito presso questo allevamento “l’Osservatorio tecnico Faunistico provinciale” e la presenza di daini in questa area “risultava tuttavia in contrasto con le attività previste dall’Osservatorio”.
Qualunque sia lo scopo sia dell’allevamento che dell’osservatorio, rimane il fatto che il risultato è quello di ammazzare gli animali! Secondo il tenente dott. De Zorzi, coordinatore del nucleo di politizia ittico-venatoria, il provvedimento rispetta le normative (!).

Quello che manca completamente in questa storia sono la trasparenza e il buon senso. Dalla gestione dell’allevamento alla riparazione dei danni. La decisione di abbattere i daini è completamente assurda. In questo modo si fa pagare ancora una volta l’errore di gestione dell’allevamento e del sovrannumero dei capi a quelle che sono le vittime innocenti della situazione, scegliendo la via più semplice e veloce, quella più cinica: l’uccisione.

E l’assessore Campana non venga a dire che è stato fatto di tutto per cederli e portarli altrove: egli parla solo di vendita andata deserta, e di cessione. La sua sporca e disgustosa pensata è chiara: o ci si può guadagnare vendendoli in qualche modo, oppure se nessuno li compra, li si ammazza. 

Vorrei dunque dire alla Provincia Campania e all’assessore Campana di vergognarsi, di assumersi le proprie responsabilità per il mancato controllo e di optare per l’unica soluzione sensata, cioè di portare a proprie spese o a spese dell’allevatore (visto che l’errore è solo loro) i daini in esubero in uno dei tanti parchi nazionali, come quelli alpini, dove i daini sono una specie autoctona e non creano alcun problema, così come saggiamente proposto da Pasquale Salvemini del WWF Puglia.

Questa vicenda allucinante mette in rilievo ancora una volta la totale mancanza di trasparenza e capacità di gestione dell’ambiente da parte di Province che pensano solo a favorire i cacciatori (specie che mi auguro in rapida via di estinzione), e la loro totale mancanza di rispetto sia delle leggi a tutela degli animali, sia della natura, vista sempre e solo come qualcosa da saccheggiare piuttosto che da proteggere e conservare per le generazioni future.

La maggioranza degli italiani però è contraria alla caccia. E non è più disposta a farsi prendere per il naso da amministrazioni incapaci e menefreghiste.

Cordiali saluti
Barbara Faccini

Cronologia degli eventi e degli interventi nella questione dei 100 daini della Provincia di Barletta Andria Trani

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