Adda venì barbone! Buon Compleanno, Carlo Cafiero – 1 Settembre 1846 / 2017

Chissà cosa avrebbe pensato Carlo Cafiero della sua città a 171 anni dalla sua nascita. Non che le cose andassero meglio nell’ultima metà dell’800, quando Cafiero partì da Barletta per girare l’Italia e l’Europa portando il suo messaggio di libertà e giustizia sociale a suon di azioni rivoluzionarie, entrando a far parte di quel turbinio di idee e confronti che plasmarono e plasmano ancora la storia dei movimenti dal basso. Chissà come avrebbe reagito Cafiero allo stupido teatrino avuto luogo qualche giorno fa, con quel tipo arrivato non si sa come a occupare un seggio in consiglio comunale e che di fronte a un gruppo di ragazzi venuti da altre parti del mondo e riunitisi per chiedere informazioni al prefetto, ha iniziato a minacciare calci, purghe, e addirittura risentendosi del fatto che qualcuno, pensate un po’ che scandalo!, possa persino chiedere “diritti”. Probabilmente si sarebbe fatto una sonora risata di compatimento per l’ometto e sarebbe sceso in strada a parlare e a organizzarsi con quei ragazzi. Perché se c’è una cosa attuale come non mai nel pensiero di Cafiero è quello spirito internazionalista che vede al mondo solo due razze d’uomini. Chi è sfruttato, chi è cacciato, chi è di troppo, da una parte, e chi sfrutta, chi caccia, chi specula, dall’altra. Una verità che in molti oggi cercano di occultare per i propri interessi di bassa “Lega”, puntando il loro ditino da infame virtuale su gente che viene da zone del mondo rese invivibili dagli interessi delle grandi aziende e del capitale che importano nel ricco occidente i frutti delle loro vere e proprie ruberie, mentre in quello stesso occidente cercano di smantellare qualsiasi conquista fatta in termini di diritti sociali ed economici, spingendo lavoratori, precari e studenti sull’orlo di un impoverimento economico ed esistenziale inedito. In questo inganno generale, gli sciacalli proliferano, e l’aria diventa malsana, irrespirabile, con troppe persone che scaricano disagio e insoddisfazione su chi non è di certo il responsabile di quel disagio, diventando utile manovolanza di quegli imprenditori della paura che davanti si mostrano i difensori di non si è ben capito cosa, da dietro agiscono concretamente affinché quelle condizioni che stanno creando questo disastro globale che si ripercuote nelle vite quotidiane di ognuno di noi continuino ad esistere. Ma immaginiamo che pochi di quelli che oggi gridano “prima i barlettani” (prima a fare cosa?!) abbiano letto le ancora oggi vivissime pagine che ci ha lasciato questo barlettano con una barba esagerata che lasciava averi e privilegi di famiglia per andare a chiedere giustizia e diritti per e con i poverissimi contadini del Mezzogiorno e che, se fosse vivo oggi, sarebbe nelle strade a chiedere giustizia e diritti per tutti, migranti e nativi. È evidente che in questo contesto, ricordare la figura di Carlo Cafiero diventa questione urgente. L’anno scorso con le altre realtà del territorio abbiamo inaugurato quello che vorremmo diventasse un appuntamento annuale, non solo di mera ricostruzione storica, ma soprattutto di attualizzazione del pensiero di Cafiero. Quest’anno, per via di intoppi burocratici, non abbiamo potuto rispettare la scadenza del 1 Settembre. Ma vi aggiorneremo a breve sulle iniziative future, preannunciandovi per ora l’intenzione di avviare il restauro, autofinanziato, del busto e della targa presente sulla casa nativa di Cafiero in Corso Vittorio Emanuele. Un piccolo gesto per iniziare ridare lustro e vita a uno dei cittadini più dimenticati della storia di questa città. Stay tuned!

“Un vero amico della libertà deve essere nemico di ogni potere, di ogni autorità, di ogni comando, di ogni elevazione di uomo al di sopra di altri uomini, deve essere nemico di ogni legge, di ogni ordine prestabilito, deve essere, in una parola, un anarchista.“
(Carlo Cafiero)

Barletta Antifascista / Collettivo Exit

 

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