Alle sardine preferiamo i tanti parasite.

Il titolo è solo una provocazione, non abbiamo nulla contro chi si autorganizza e scende in piazza.
Ma visto che è il fenomeno che sta tenendo banco sui social, ci interessava come metro di paragone per raccontare la storia descritta all’interno del film Parasite.
Parasite è un film politico che tutti dovrebbero vedere ,diretto dal coreano Bong Joo-On, ha vinto la Palma d’oro al festival di Cannes, diventando il primo film coreano ad aggiudicarsi il premio.
Parasite ci fa fare un viaggio nudo e crudo all’interno delle nostre società e di quel magma indefinito che sono le nostre metropoli.
Parasite è lotta di classe e lotta per la sopravvivenza.
È una continua tensione dentro una condizione di miseria.
Nessuna solidarietà tra miserabili ma solo all’interno dei rapporti familiari è possibile tenere in piedi un’idea di liberazione e riscatto.
Che non è quella di avere un lavoro dignitoso e una vita dignitosa ma godere dei privilegi e delle ricchezze della classe dominante.
È lotta, menzogna, ferocia e truffa per soddisfare tutti i bisogni.
È la possibilità di danzare e bere sulla testa di coloro che magari sono gentili con te ma ti disprezzano, perché fondamentalmente i poveri puzzano.
Nessun sol dell’avvenire, nessun potere da conquistare, nessuna redenzione ma una vita da conquistare giorno per giorno.
Non vogliono essere sardine e neanche mangiarle ma sono alla continua ricerca di un piano per prendersi quello che gli spetta.
Qui viene spontaneo uno slogan in voga negli anni ’70 “gastronomia operaia cannibalizzazione, coltello forchetta mangiamoci il padrone”.
Parasite è il nostro presidente ma anche il nostro futuro;forse anche noi dovremmo avere un piano.

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