Barletta e Andria: mobilitazione contro l’inquinamento

Mentre l’intera classe politica barlettana è concentrata su una campagna elettorale autoreferenziale e priva di qualsiasi progettualità in grado di risolvere i numerosi problemi che attanagliano il nostro territorio, noi come Coordinamento provinciale continuiamo ad occuparci delle criticità ambientali e purtroppo riscontriamo dal sito dell’ARPA Puglia un continuo peggioramento della qualità dell’aria dovuta allo sforamento di emissioni nell’aria di PM10 (rappresentato da un insieme di sostanze solide e liquide con diametro inferiore a 10 micron nocive per la salute) causate dal traffico veicolare e dalla presenza di impianti industriali.
Quello che si evince dal sito dell’ARPA, facilmente consultabile,è che dalla data del 1 gennaio al 13 febbraio di quest’anno ci sono stati a Barletta ben 12 giorni in cui le emissioni di PM10 hanno superato i valori stabiliti dalla legge che è di 50 ug/m3. Mantenendo questa media arriveremmo alla fine dell’anno con 97 superamenti del limite, triplicando quasi il limite di 35 sforamenti annui previsto dal Decreto Ministeriale n.60 del 2 aprile 2002 e anche dall’Unione Europea. Altro dato estremamente preoccupante è che dall’inizio dell’anno ad oggi la media giornaliera monitorata ad Andria e Barletta di PM10 è superiore al limite giornaliero medio annuo fissato dall’Unione Europea in 40 μg/m3.
Quello che più allarma è che gli sforamenti di PM10 in alcuni giorni di febbraio hanno raggiunto come media giornaliera i 100 ug/m3, cioè il doppio dei parametri stabiliti dalla normativa italiana ed europea.
Chiaramente in questa situazione non si trova solo la città di Barletta ma anche città come Andria che hanno una situazione peggiore visto che i giorni di sforamento di PM10 sono 14.
In tutta questa vicenda quello che accomuna le due città è il completo silenzio delle istituzioni e dei partiti, tutti incapaci di mettere in campo una qualsiasi iniziativa che rimetta al centro dell’agenda politica la questione ambientale che riguarda direttamente la salute e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
E’ curioso vedere a Barletta candidati alle primarie del centro-sinistra come il dott. Carpagnano che organizzano iniziative contro le malattie cardiovascolari non dire assolutamente nulla sulle cause di queste malattie, molto spesso provocate proprio dall’inquinamento dell’aria che respiriamo.
In queste ultime settimane con l’inizio della campagna elettorale assistiamo a Barletta ad una evaporazione delle istituzioni, al blocco totale di qualsiasi attività della macchina amministrativa, a partiti di entrambi gli schieramenti completamente impegnati a garantire la perpetuazione di un ceto politico completamente distante dai bisogni di un intero territorio.
Per questo chiediamo con forza ai Sindaci Maffei e Giorgino e all’Assessore provinciale all’ecologia della BAT Cefola che intervengano per risolvere questa situazione perché non è possibile che continuino a restare in silenzio davanti ad una emergenza ambientale che ha ricadute pesantissime sulla salute dei cittadini.
Noi crediamo sia possibile intervenire subito, magari bloccando l’uso della macchina nelle zone a maggior traffico veicolare per cercare di riportare i valori nella norma.
Abbiamo bisogno nel breve periodo di un Piano traffico che ridisegni completamente l’idea di mobilità garantendo una reale sostenibilità ambientale, puntando sul potenziamento del trasporto pubblico, incentivando l’uso della bicicletta, chiudendo in modo permanente ampie zone del centro urbano.
E’ necessario che a Barletta aziende come Timac e la cementeria Buzzi Unicem facciano la loro parte visto che gli sforamenti di PM10 non sono dovuti solo a traffico veicolare ma anche alla presenza di questi siti industriali che forse credono di poter continuare ad inquinare senza doverne mai rispondere.
Si chiede anche la messa in funzione del veicolo di analisi mobile attualmente abbandonato a Barletta che monitorizzi tutta la città, lo spostamento della centralina di controllo dell’aria sita nello Stadio Lello Simeone con annesso ampliamento di analisi dato che sinora monitorizza solo l’NO2 e O3.
Inoltre chiediamo un incontro pubblico con i Sindaci Maffei e Giorgino, l’Assessore provinciale all’ecologia della BAT e i tecnici dell’ARPA PUGLIA.
Tutto questo purtroppo a Barletta non può essere portato avanti da un assessore all’ambiente Filannino che ha dimostrato in questi mesi scarsa efficacia né tanto meno da un dirigente all’ambiente, Mastrorillo, che andrebbe sostituito con tecnici qualificati ad affrontare le criticità ambientali che il nostro territorio vive.
Per questo noi del Coordinamento “No Biomasse e Inceneritori” e della Rete ”Unire le Lotte” lanciamo sia a Barletta che ad Andria dei presidi, per ridare centralità alle questioni ambientali, partendo proprio da Barletta per giovedì 17 febbraio alle ore 17.00 sotto il Palazzo di Città a cui invitiamo tutti a partecipare.

Felice Brescia, Giovanni Del Mastro, Dino Leonetti, Francesco Scatigno
Coordinamento No Biomasse e Inceneritori

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