Buzzi Unicem: ritardi e omissioni nei monitoraggi. La risposta dei movimenti alle dichiarazioni dell’azienda

La scorsa settimana, Pietro Buzzi, amministratore delegato della Cementeria sita in Barletta, ha risposto alle nostre osservazioni relative alle prescrizioni previste nell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata lo scorso luglio alla stessa Buzzi dalla Regione Puglia.

Pur accogliendo con soddisfazione l’intervento da parte di chi rappresenta una delle industrie insalubri presenti nella nostra città (il DECRETO Ministero della Sanità del 5 settembre 1994 inserisce le Cementerie fra le industrie insalubri di prima classe, ovvero industrie che ‘’debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”), ci preme sottolineare che le nostre osservazioni erano e sono rivolte principalmente agli enti che hanno sottoscritto l’AIA e che sono tenuti a tutelare la comunità: Comune di Barletta, Provincia Barletta-Andria-Trani e ARPA Puglia.

Cogliamo comunque l’occasione per diffondere le ulteriori perplessità sorte in seguito alle dichiarazioni di Pietro Buzzi. L’amministratore delegato della Buzzi Unicem afferma che tra i principali valori della sua azienda c’è quello di perseguire lo sviluppo sostenibile e cita al riguardo il rilascio, da parte della Borsa italiana, di un importante riconoscimento nel contrastare i cambiamenti climatici e nel preservare le risorse naturali. Risulta anomalo tale riconoscimento ad una realtà industriale che per la sua natura insalubre è appunto sottoposta alla normativa europea IPPC, un pacchetto di misure, imposte dalla Direttiva CE 96/61, per la prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento. L’obiettivo è una valutazione globale di determinati impianti produttivi per definire misure che permettano di eliminare, o almeno ridurre, le loro emissioni in aria, acqua e suolo, valutando anche l’emissione di rumori e l’efficienza dei consumi idrici e energetici.

Riteniamo inoltre contrastante rispetto alla preservazione delle risorse naturali, il coincenerire da parte della Buzzi Unicem 65.000 tonnellate di rifiuti all’anno. I rifiuti sono ormai considerati una risorsa. La stessa Unione Europea si prepara ad approvare un nuova direttiva per indirizzare la strategia per il ciclo dei rifiuti unicamente verso riduzione, recupero e riciclo di materia, che recepisca dunque la Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 su un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse.

L’amministratore delegato della cementeria comunica ai lettori della Gazzetta che l’aggiornamento del PMeC (Piano di Monitoraggio e Controllo) è avvenuto il 19 settembre (con un mese di ritardo rispetto alle prescrizioni AIA che prevedevano un tempo massimo di 30 giorni a partire dal 5 luglio, data del rilascio dell’Autorizzazione) ed è stato inviato il 24 settembre agli Enti competenti. Prendiamo atto del ritardo, ricordando che avevamo lamentato l’indisponibilità presso l’Ufficio Ambiente del Comune di Barletta (dalla quale, gratuitamente, la Buzzi prende le distanze).

Per quanto riguarda il documento di verifica sul rispetto delle condizioni e delle prescrizioni AIA relativamente alle attività di coincenerimento che l’ARPA Puglia avrebbe dovuto redigere entro novembre 2012 e l’Accordo fra Regione, Comune, Provincia, Ato e Buzzi sulla provenienza del CSS da coicenerire, Pietro Buzzi scarica la responsabilità della loro mancanza su ARPA (‘la tempistica degli interventi dell’ARPA non è da noi sindacabile’) e Enti pubblici che Buzzi ritiene essere i soggetti chiamati a convocare un tavolo tecnico. L’AIA è molto chiara ‘l’impegno assunto dal Gestore di utilizzare prioritariamente il combustibile solido secondario proveniente dai rifiuti solidi urbani prodotti in Puglia dovrà tradursi nella sottoscrizione di un specifico accordo sulla tematica da definire a seguito di confronto con le amministrazioni interessate, attraverso un tavolo tecnico che coinvolga Regione Puglia, Comune di Barletta, Provincia Bat e ATO’. Il Gestore ‘si impegna’, pertanto dovrebbe essere suo interesse sollecitare per onorare l’impegno.

 

Anche il sistema di Monitoraggio delle emissioni dimostra, a differenza di quanto affermato da Pietro Buzzi, il non aver ottemperato in modo puntuale a tutte le prescrizioni previste dall’AIA. Difatti i dati sono disponibili sul sito del Comune dal 7 febbraio, ben 7 mesi dopo il rilascio dell’Autorizzazione e solo dopo nostra ennesima sollecitazione. Inoltre come si può leggere nel provvedimento AIA pubblicato nel BURP n°111 del 26/07/12, per il punto E5 (Torre di condizionamento) è previsto il monitoraggio in continuo delle polveri sia in presenza di assetto 1 (utilizzo esclusivo di combustibili tradizionali) sia in assetto 2 (coincenerimento con utilizzo di CSS in parziale sostituzione del polerino di pet coke). Dati che dovrebbero pertanto essere disponibili sul sito del Comune così come quelli relativi al monitoraggio in continuo del punto E12.

Data la meticolosità dell’amministratore Buzzi, chiediamo voglia fornire alla comunità la documentazione comprovante la copertura dei costi di installazione e relativa manutenzione degli analizzatori PM10 e PM2,5 nella stazione di monitoraggio della qualità dell’aria collocata in via Casardi così come prescritto nell’AIA. Oggi, dal sito dell’ARPA risulta che tale centralina analizzi solo gli NO3 e gli O3.

 

Tutto ciò premesso riteniamo necessario sottolineare quanto segue.

L’amministratore delegato ribadisce che l’azienda sta ottemperando a tutte le prescrizioni dell’AIA dimenticando di ricordare alla Città che la Buzzi Unicem ha fatto ricorso presso il Tar su due punti ben precisi contemplati nell’AIA: il quantitativo giornaliero di CDR da bruciare (178t/g) e il codice di CDR autorizzato: CER 191210. L’obiettivo è aumentare la quantità giornaliera di CSS da coincenerire e utilizzare anche CDR con codice: CER 191212. Questo riservandosi la possibilità di chiedere i danni a Regione, Provincia e Comune.

Su tale vicenda abbiamo più volte chiesto sia all’ex amministrazione Maffei, sia alla Provincia che al Commissario Prefettizio di intervenire nel ricorso per  tutelare provvedimenti che loro come enti hanno sottoscritto all’interno dell’AIA.

Purtroppo riscontriamo una completa assenza da parte dell’amministrazione provinciale Ventola, la stessa che ha rilasciato la valutazione di impatto ambientale necessaria per il rilascio dell’AIA.

Per quanto riguarda il Commissario prefettizio, si sta valutando la possibilità di costituire il Comune nel ricorso al TAR nonché l’opportunità di realizzare un tavolo tecnico tra istituzioni, movimenti e aziende insalubri per iniziare un percorso partecipato e trasparente finalizzato a porre rimedi alle nostre criticità ambientali.

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