Chiediamo un passo indietro dell’assessore Dimatteo

Per quel poco di politica che sopravvive ormai nelle istituzioni cittadine, è strano constatare che quando una realtà sociale presente da anni sul territorio pone delle questioni politiche all’attenzione del Sindaco della città di Barletta, la risposta la si ottiene e proviene dal segretario di un partito.
Ci riferiamo al comunicato che come Collettivo Exit abbiamo divulgato sulla nuova giunta del Sindaco Cascella, sull’inopportuna scelta del neo assessore ai lavori pubblici l’arch. Dimatteo e alla replica piccata sopraggiunta dal segretario del Partito Democratico Ferrara.
In un era post- ideologica che tanto piace alla nuova classe dirigente, con l’affermazione vincente di un partito liquido con sedi vuote e senza militanti ma al contempo con tanti elettori, dove gli eletti sono i terminali dell’unica forma possibile di politica, abbiamo pensato che senso avesse rispondere alle farneticanti accuse del segretario di un partito che al massimo rappresenta solo se stesso.
Nel frattempo però ci abbiamo ripensato ed abbiamo convenuto che un ruolo bisognava riconoscerlo al segretario del Partito Democratico se non altro per il fatto di essere costretto a rispondere per interposta persona.
Non ce ne voglia il segretario Ferrara ma proviamo a dare una risposta articolata a chi, dal Sindaco Cascella in primis, ha fatto questa scelta sconcertante.
Veniamo accusati di essere degli ambientalisti improvvisati che speravano tanto in una rottura politica della coalizione e in una caduta dell’amministrazione Cascella.
Forse veniamo confusi con qualche nuova realtà nata negli ultimi mesi che tanto piace ad alcuni soggetti istituzionali, visto che le nostre iniziative riguardanti le tematiche ambientali sono state supportate dai maggiori esperti nazionali ed internazionali.
Abbiamo già ribadito che non abbiamo nulla nei confronti del neo assessore Dimatteo però è innegabile che questa scelta cade nel momento meno opportuno e di maggior tensione tra la città e le aziende insalubri e che questa scelta rafforza l’immagine di processi decisionali che vanno ad escludere la città e i suoi attori sociali.
Forse il Sindaco Cascella e i capibastone del Partito Democratico dovrebbero far fare un passo indietro al neo-assessore Dimatteo invece di continuare a nascondere sotto il tappeto le emergenze, soprattutto dopo che centinaia di persone sono scese in strada pochi giorni fa chiedendo un cambio radicale attraverso il coinvolgimento della città.
Chi si diletta nel mal riuscito tentativo di screditare noi e i tanti cittadini che stanno prendendo coscienza dei problemi ambientali di Barletta, scomoda addirittura il Manzoni dei Promessi Sposi, accusandoci di interpretare il ruolo di istigatori di una caccia all’untore che in realtà vedono solo loro.
Scelta assai curiosa questa e non solo perché qui l’unico matrimonio in atto sembra quello tra le aziende insalubri e l’Amministrazione. Hanno ragione quando dicono che gli untori sono utili distrazioni per coprire le responsabilità delle autorità; ma vorremmo ricordare a tutti, se mai se ne fossero dimenticati, che loro, il partito che rappresentano, e i loro alleati sono quelle stesse autorità.
Autorità che stanno facendo di tutto per nascondere le responsabilità; in questo caso, le responsabilità politiche del disastro ambientale; autorità che non dicono nulla su quanto accade ma che si fanno prendere da furioso sdegno sui giornali quando qualcuno si permette di portare all’attenzione pubblica quegli scempi ambientali su cui finora hanno mantenuto il silenzio. Chi è quindi che sta gridando “all’untore”? In sostanza, si autoaccusano mediante le loro stesse mal utilizzate citazioni. Come disse Renzo all’Azzeccagarbugli, “Oh! signor dottore, come l’ha intesa? l’è proprio tutta al rovescio!”

Collettivo EXIT

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