Dal Vangelo secondo Gelmini: La Scuola Pubblica

di Angelo Dileo

Come negare che le riforme in atto nel mondo scolastico sembrano avviare la scuola a svuotarsi della sua funzione e allinearsi al diseducativo pensiero fascista? Il progetto decisamente discutibile (a firma dei ministri Gelmini-La Russa) di far imparare agli studenti la disciplina militare, risponde esattamente agli intendimenti più pericolosi e concreti del fascismo: istruire il popolo alla guerra, renderlo alienato e incapace di pensare autonomamente. Il progetto si chiama “allenati per la vita”, come se ci si dovesse allenare a risolvere i problemi della vita con le armi, con le lotte, con la forza fisica.
La scuola pubblica sta attraversando forti difficoltà, gli insegnanti precari sono praticamente gettati sul lastrico: come si può pensare di impiegare le poche risorse disponibili in progetti diseducativi e in contrasto aperto con la funzione riconosciuta dalla Costituzione alla scuola, fondata sui valori di pace, solidarietà e uguaglianza, anziché risolvere i problemi che sono alla base della scuola italiana?
Naturalmente, proprio come avvenne durante la propaganda fascista, una parte di italiani disinteressati e disincantati si lascerà abbindolare da questa proposta, credendo realmente che per risolvere il problema del bullismo sia assolutamente necessaria un’azione di forza, una prevaricazione fisica, una punizione corporale che si manifesta nell’ambito di un saggio obiettivo di autostima individuale che stimola il senso di appartenenza a un gruppo o branco.
La realtà è sotto gli occhi di tutti, ma c’è una parte di popolazione che ha paura di guardarla in faccia e preferisce evadere il problema abbracciando le tesi pseudo utilitaristiche del governo, dietro le quali si celano spesso mostri e atrocità, ingiustizie e oppressioni. Così, quando il governo propone qualcosa, offre sempre una giustificazione che sembra plausibile, ma che non è quasi mai il fine originario e principale (ricorderete le prime dichiarazioni della Gelmini…).
La proposta di eliminare il bullismo attraverso l’esercizio militare sa tanto di cavallo di troia, di pretesto. La verità è che qui non può esistere neppure una pseudo giustificazione, innanzitutto perché il progetto viene proposto nella scuola, luogo da sempre deputato alla convivenza civile, alla promozione della pace, alla costruzione del pensiero (e non dei muscoli, o almeno non da utilizzare per scopi violenti) per la risoluzione dei problemi che la vita può riservarci.
Saper prendere bene la mira rischia di diventare presto più importante di saper leggere, scrivere, far di conto, conoscere la propria storia e l’arte del passato e del presente, che permettono di sviluppare la mente al fine di non cadere rovinosamente negli errori già commessi dalle generazioni precedenti.
La speranza è che non si voglia introdurre, accanto ai testi di natura umanistica, anche testi sulle arti marziali, i manuali militari, i trattati di strategia militare e di balistica…
E’ assai probabile che a questo progetto venga posto un dietrofront e che, quindi, l’idea venga ritirata. Ma intanto quell’idea c’è stata e tanto basta per capire quanta mostruosità si possa celare nelle intenzioni più profonde e incrostate di questo governo. Così, quando il governo propone qualcosa, offre sempre una giustificazione che sembra plausibile, ma che non è quasi mai il fine originario e principale (ricorderete le prime dichiarazioni della Gelmini…).
La proposta di eliminare il bullismo attraverso l’esercizio militare sa tanto di cavallo di troia, di pretesto. La verità è che qui non può esistere neppure una pseudo giustificazione, innanzitutto perché il progetto viene proposto nella scuola, luogo da sempre deputato alla convivenza civile, alla promozione della pace, alla costruzione del pensiero (e non dei muscoli, o almeno non da utilizzare per scopi violenti) per la risoluzione dei problemi che la vita può riservarci.
Saper prendere bene la mira rischia di diventare presto più importante di saper leggere, scrivere, far di conto, conoscere la propria storia e l’arte del passato e del presente, che permettono di sviluppare la mente al fine di non cadere rovinosamente negli errori già commessi dalle generazioni precedenti.
La speranza è che non si voglia introdurre, accanto ai testi di natura umanistica, anche testi sulle arti marziali, i manuali militari, i trattati di strategia militare e di balistica…
E’ assai probabile che a questo progetto venga posto un dietrofront e che, quindi, l’idea venga ritirata. Ma intanto quell’idea c’è stata e tanto basta per capire quanta mostruosità si possa celare nelle intenzioni più profonde e incrostate di questo governo.

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