“Dopo Maffei le criticità ambientali rimangono. Noi non ci fermiamo!

“La fine anticipata dell’amministrazione Maffei e l’assenza di una giunta politica non costituiscono per noi un buon motivo per congelare una serie di criticità che da anni sono al centro di vertenze e che, se affrontate, potrebbero gettare le basi per una possibile riconversione economico-sociale in grado di far progredire un territorio in grave affanno. E’ stata, difatti, proprio la politica istituzionale la responsabile dell’aggravarsi di tutte quelle problematiche sociali, ambientali ed economiche che pesano sul vissuto quotidiano di ogni cittadino. Da parte nostra, continuiamo ad occuparci delle emergenze che, emerse nel dibattito politico grazie all’azione di movimenti e associazioni, non possono e non devono essere abbandonate”.

“Per questo abbiamo inoltrato una richiesta di incontro al Commissario prefettizio del Comune di Barletta, Dott.ssa Manzone, per cercare di ricomporre un quadro politico partendo dalla nostra esperienza di soggetti sociali da anni impegnati sul terreno per la giustizia sociale ed ambientale. Sentiamo la necessità di non rimandare importanti questioni che aleggiano sulle nostre teste e che rischiano di incancrenirsi nei prossimi mesi perché non tutelate né politicamente né giuridicamente”.

“Non possiamo accettare che una multinazionale come la Buzzi Unicem, dopo aver ottenuto dalla Regione Puglia l’Autorizzazione Integrata Ambientale per poter bruciare 65.000 tonnellate di combustibile da rifiuti all’anno, possa tranquillamente far ricorso al TAR contro alcune prescrizioni “imposte” dalle autorità competenti, senza che il Comune di Barletta si costituisca in giudizio presso il tribunale amministrativo, con il rischio concreto di dover pagare anche i danni alla Buzzi”.

“Né possiamo stare tranquilli, mentre vediamo che la nostra città, in virtù della presenza della Buzzi, si trasformi in centro per il trattamento dei rifiuti degno delle peggiori pratiche, ospitando aziende come la Dalena Ecologia che ha già subito dagli organi competenti una diffida per una serie di violazioni e che continua a rilasciare nell’aria un olezzo nauseabondo. E’ alquanto anomalo riscontrare che mentre la nostra città ospita e smaltisce rifiuti, i cittadini già dal bilancio di quest’anno, che il Commissario si appresta ad approvare, si vedranno aumentare la TARSU (tariffa sui rifiuti) del 25%, fino ad arrivare nei prossimi anni ad un aumento del 60%, con ricadute pesantissime sulle fasce più deboli della popolazione già colpite duramente dalla crisi economica”.

“Tutto ciò, nonostante nei mesi scorsi come movimenti e associazioni abbiamo più volte presentato all’amministrazione di centro-sinistra il progetto della Strategia Rifiuti Zero che, grazie al circuito economico virtuoso legato alla riduzione, al riuso e al riciclo che è in grado di favorire, avrebbe permesso un abbattimento delle tariffa ed evitato di violare le normative europea e regionale e di pagare, pertanto, un ulteriore ecotassa”.

“Procediamo in tale direzione anche perché per noi è chiaro come non ci sia da fidarsi delle rassicuranti parole dell’ex assessore all’ambiente Cannito sulla vicenda Timac”, specie dopo le irregolarità che sarebbero state riscontrate dall’Arpa durante un sopralluogo avvenuto nelle settimane scorse.

“Sappiamo benissimo che nessuna forza politica di centro-destra e centro-sinistra, responsabili in tutti questi anni dell’accentuarsi delle criticità sociali e ambientali, porterà queste istanze sul tavolo del Commissario, ed è per questo che saremo noi a farlo”.

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