I nuovi padroni della città

Le campagne elettorali sanno accendere i cuori e le menti un po’ sopite, soprattutto di quell’esercito di aspiranti sindaci e consiglieri comunali che si infiammano al solo pensiero di poter ambire ad uno scranno in Consiglio Comunale.
La sbornia elettorale fa sentire i candidati come degli astuti politologi capaci in quel mese e mezzo di competizione di fare analisi e proporre strategie per poi ritornare nel loro oblio appena i riflettori si spengono e i giochi sono già bel che fatti.
Ma noi che la politica la guardiamo da un’altra prospettiva e la viviamo quotidianamente rifiutandoci di essere degli esecutori, attraverso una croce su un nome e un simbolo,di scelte altrui, crediamo che una volta liberato il campo dalle chiacchiere vada fatta un analisi soprattutto sui nuovi “padroni della città”.
Si perché di questo si tratta, ci piaccia o non ci piaccia, di chi per i prossimi cinque anni metterà le mani sulla città e anche sulle nostre vite.
Ha vinto al primo turno la coalizione guidata dal neo Sindaco Cannito forte di un 54% di consensi e di una capacità di aggregazione notevole. Una compagine elettorale che ha scelto come nome per la sua campagna elettorale quello della “coalizione del buon governo” e che ha saputo trasformare in pochi giorni vecchi volponi della politica locale in esponenti civici senza simboli di partito.
Non solo, il neo Sindaco Cannito, in perfetta continuità con le precedenti esperienze elettorali vincenti,ha saputo mettere in un unico calderone elettorale esponenti politici di centro-destra e di centro-sinistra.
Questa volta però le novità rispetto al passato sono un paio; per la prima volta da molti anni a questa parte non è il centro-sinistra a guida PD il motore della coalizione vincente(in cui venivano imbarcati uomini e donne di destra); inoltre quel centro-destra che era relegato negli anni scorsi a ruolo di finta opposizione in Consiglio Comunale, oggi può rivendicare una sorta di leadership all’interno della coalizione.
Non è cosa di poco conto per un centro-destra che ha dovuto accontentarsi sempre delle briciole concesse generosamente dai vecchi “padroni della città”.
Quei vecchi padroni identificabili negli esponenti di un PD, un Partito che esiste solo se detiene ed esercita il potere, che dopo la batosta elettorale del 4 marzo, ha visto molti suoi esponenti di terzo o quarto livello fiutare la nuova aria e rifarsi una verginità politica nella coalizione guidata dal Dott. Cannito. Altri esponenti di primo piano invece hanno preferito giocare una partita tutta interna al Partito Democratico usando come agnello sacrificale il candidato a Sindaco Delvecchio.
Ma questa nuova ondata di cambiamento e questo nuovo contenitore che si appresta a governare ha già l’aria di vecchio e di qualcosa già visto. Perché non si può certo nascondere sotto il tappeto che nella “coalizione del buon governo” ci sono partiti e movimenti politici che negli ultimi anni hanno governato e male questa città.
Inoltre non si può nascondere il fatto che questa coalizione è un minestrone da prima repubblica in cui convivono beatamente vecchi socialisti craxiani, vecchi democristiani, fascisti e post comunisti, ognuno con una propria agenda politica. Di fatto ciò che è uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, con un Sindaco che dovrà tenere a bada i numerosi appetiti all’interno della sua coalizione, a cominciare dalla spartizione delle deleghe assessorili.
Vedremo all’opera il neo Sindaco soprattutto nei primi interventi che farà; alcuni sono stati già annunciati e sembrano solo slogan che non potranno certamente concretizzarsi nelle prossime settimane, ci riferiamo alla riapertura della scuola D’Azeglio e alla sistemazione del canale H.
Noi vorremmo proporre alcune questioni che invece potrebbero concretizzarsi magari nei primi 100 giorni del suo mandato. Prendere in mano la questione dei lavoratori della Timac, imponendo all’azienda la bonifica attraverso il reimpiego delle maestranze. Da questo punto di vista c’è la disponibilità della Regione Puglia espressa da Leo Caroli braccio destro del Presidente Emiliano per quanto concerne le crisi industriali.
Altra questione cruciale, che ci darebbe anche il polso di quanto il Sindaco Cannito sia lontano dai cosiddetti palazzinari che hanno dettato l’agenda politica alle precedenti amministrazioni, riguarda la questione delle villette abusive a Montaltino. Il Sindaco Cannito potrebbe nei primi 100 giorni realizzare finalmente la demolizione e rivalersi economicamente su chi ha realizzato quello scempio.
Sarebbe un bel segnale ma ahi noi sappiamo già che il Sindaco si guarderà bene dal prendere in considerazione le nostre proposte e ne’ nei primi 100 giorni e ne’ in futuro.

 

Collettivo Exit

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