Il vero pericolo sociale sono i nostri governi ed i loro alleati. Solidarietà a Paolo, Jak, Davide, Jacopo ed Eddi.

La mattina del 3 gennaio la digos di Torino ha notificato una richiesta di sorveglianza speciale per cinque compagni con la quale si chiede, per loro, il divieto di dimora da Torino. I compagni hanno in comune il supporto diretto alla rivoluzione in atto in Siria del Nord, dove negli ultimi anni sono stati impegnati in fasi differenti nelle fila delle Unità di Difesa del Popolo e delle Donne e nelle organizzazioni della società civile.
Riteniamo vergognoso il tentativo di criminalizzazione della solidarietà internazionalista per vari motivo più o meno ovvi. In primo luogo perché associare una presunta “pericolosità sociale” a chi in maniera diretta ha combattuto contro l’avanzata dello Stato Islamico è un paradosso tanto grottesco quanto pericoloso. Non avremmo mai immaginato di doverci trovare a precisare che lottare contro il terrorismo non rappresenta un “pericolo sociale” ma, semmai, l’esatto contrario. Verrebbe invece più spontaneo chiedersi chi il terrorismo in questi anni lo ha appoggiato e finanziato, chi ha stretto accordi milionari, molti dei quali riguardanti il comparto militare, con il governo turco che ha negli ultimi anni appoggiato, addestrato ed armato gran parte delle fazioni jihadiste operanti sul territorio siriano. Miliziani fondamentalisti hanno invaso e compiuto ogni genere di violenza contro i popoli della Siria del Nord appoggiati dalle truppe di terra turche e dalla potente aviazione..
E, dato che non c’è limite all’assurdo, a consentire tutto ciò sono proprio le stesse istituzioni che oggi accusano i nostri compagni di “pericolosità sociale”. Siamo abbastanza certi di affermare che l’unico pericolo sociale è rappresentato da un governo che fornisce armi, tecnologia militare di ultima generazione ed elicotteri a supporto delle organizzazioni terroristiche che per anni hanno occupato le prime pagine dei giornali. Per queste ragioni esprimiamo solidarietà a Paolo, Jak, Davide, Jacopo ed Eddi per le farneticanti accuse della Procura di Torino e condanniamo il tentativo strumentale di criminalizzazione della solidarietà internazionalista. Mentre le polizie degli stati democratici sono impegnate con questa farsa tante e tanti giovani internazionalisti lottano ogni giorno per costruire un mondo migliore. Alcuni di loro muoiono facendo quello che governi, eserciti ed apparati di polizia si sono dimostrati incapaci di fare: proteggere i popoli. E’ con questa filosofia che nascono le forze di autodifesa che in questi anni hanno contrastato la violenza dei regimi e l’orrore del fondamentalismo in tutta la Siria del Nord. La sicurezza non è altro che una barzelletta per legittimare la repressione e garantirsi un tornaconto elettorale facendo leva su una società imbruttita ed incattività da una guerra tra poveri orchestrata a regola d’arte. Ma di quale sicurezza parliamo quando armiamo la mano dei terroristi e tentiamo di criminalizzare chi li combatte?
Il 23 gennaio a Torino ci sarà un’udienza per discutere la richiesta di sorveglianza speciale a carico dei compagni. Invitiamo tutte e tutti a portare solidarietà, mostrare complicità e mobilitarsi contro questa farsa. Quattro anni fa Kobane veniva liberata dalle stesse persone che oggi la magistratura tenta di criminalizzare, in quell’occasione tutto il mondo si era mobilitato in sostegno della resistenza di Kobane sotto il motto “se Kobane cadrà, tutto il mondo cadrà”.
Non lasciamo soli i nostro compagni.

Alleghiamo i video con le loro dichiarazioni:

Paolo Pachino [clicca per guardare il video]
Jacopo Bindi [clicca per guardare il video]

Davide Grasso e Jak [clicca per guardare il video]*

 

*pubblichiamo il link per le sole dichiarazioni video dei compagni. Prendiamo le distanze dall’utilizzo di temini inappropriati quali “foreign fighters” e “miliziani” comunemente associati ai terroristi e strumentalmente contenute nell’articolo linkato.

 

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