Illusione e verità – sulle misure portoghesi in tema di migrazioni [traduzioni di SSA Bari]


Riceviamo e pubblichiamo questa intervista tradotta a cura di Sportello Sociosanitario Autogestito Bari, in cui si parla delle reali misure adottate dal governo portoghese sul tema migrazioni, durante l’emergenza da coronavirus.

In questi ultimi mesi di emergenza, è passata la notizia della regolarizzazione di cittadini stranieri in Portogallo come forma di protezione dalla pandemia. Ci siamo chiesti cosa si intende per regolarizzazione legata all’emergenza e quali misure sono state realmente adottate, per questo motivo, abbiamo intervistato una giurista che lavora in una ONG a Lisbona all’interno di un progetto che si occupa di sostenere i migranti accompagnandoli nelle pratiche per richiedere la cittadinanza. Dal mese di Gennaio 2020 fino all’inizio dell’emergenza che ha portato alla sospensione delle attività in presenza, con il Projecto Gabinete da Cidadania sono stati seguiti 400 cittadini stranieri.

Com’è cambiata la tua vita da quando è in corso l’emergenza?
Con l’enfisema polmonare, appartengo ad uno dei gruppi a rischio per il COVID-19. Quindi, al fine di ridurre il più possibile la possibilità di infezione, vivo nell’Alentejo dal 12 marzo, il che mi permette anche di aiutare mia madre di 76 anni fino a quando questa pandemia non si calmerà. Ho approfittato della mia maggiore disponibilità per fornire un sostegno volontario al progetto per il quale stavo lavorando. Dal momento che non sono più a Lisbona perchè il ricevimento con il pubblico non è indicato data la mia situazione di salute, sono attualmente attiva attraverso il televolontariato. In questo modo continuo a fornire informazioni alla popolazione immigrata, beneficiaria del progetto in cui lavoro.

Quanti cittadini stranieri si trovano in Portogallo?
L’ultimo rapporto del Servizio Portoghese per gli Affari Esteri e le Frontiere (SEF) mostra che nel 2018 i cittadini stranieri residenti ammontavano a 480.300 persone; questo numero è aumentato a 580.000 cittadini stranieri residenti nel 2019, secondo le informazioni fornite dal ministro degli Interni all’inizio di quest’anno.
Tuttavia, questo fatto non rappresenta l’universo dei cittadini stranieri presenti in Portogallo, dal momento che molti sono ancora in attesa dello svolgimento delle loro procedure nel SEF o non hanno nemmeno avuto la possibilità di presentare la relativa richiesta.

Quali sono le nazionalità più rappresentative di provenienza dei migranti in Portogallo?
Secondo le informazioni contenute nel rapporto SEF, la nazionalità brasiliana rimane nel 2018 come la principale comunità straniera residente in Portogallo, rappresentano circa un quinto del totale dei cittadini stranieri residenti, seguita dalla comunità capoverdiana, rumena, ucraina, inglese, cinese, francese, italiana, angolana e guineani.

Com’era la condizione giuridica e burocratica degli stranieri in Portogallo prima dell’emergenza?
La legislazione relativa all’ingresso, al soggiorno, all’uscita e all’espulsione di stranieri in Portogallo ha subito, negli ultimi anni, cambiamenti positivi al fine di facilitare la regolarizzazione illegale e sequenziale dei cittadini stranieri in Portogallo.
Ad esempio, il 30/03/2019, ha cominciato ad essere possibile per i cittadini stranieri senza ingresso legale in Portogallo, lavorare e pagare i contribuiti per almeno 12 mesi per poter regolarizzare il loro stato di cittadinanza con il SEF. Ciò ha permesso la regolarizzazione di molti cittadini stranieri che hanno lavorato illegalmente per anni senza avere accesso ad alcun diritto e temendo di essere scoperti e deportati nei loro paesi d’origine.
Nonostante l’evoluzione positiva della nostra legislazione negli ultimi anni, il SEF non dispone di risorse umane sufficienti per rispondere tempestivamente alle domande di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno presentate; i tempi di attesa della richiesta di cittadinanza dall’arrivo di cittadini stranieri può attendere più di un anno fino al momento della loro nomina nel SEF, come nel caso di manifestazioni di interesse presentate per l’esercizio di un’attività professionale che sono attualmente le richieste più lunghe. Le procedure restano estremamente burocratiche e le varie direzioni regionali della SEF possono avere interpretazioni diverse della legislazione e richiedere documenti diversi per le stesse procedure.

A quali diritti avevano accesso i cittadini stranieri soggiornanti illegalmente prima dell’attuale situazione epidemiologica? E in che misura?
In Portogallo, i cittadini stranieri che soggiornanti illegalmente hanno accesso alla sanità, alla protezione sociale e all’istruzione, tra gli altri diritti umani fondamentali. Tuttavia, essi non sono sempre concessi su una base di parità con quelli concessi ai cittadini o stranieri residenti.
Per quanto riguarda l’accesso alla salute, ogni cittadino ha il diritto di essere assistito in una Casa della Salute o in un ospedale in caso di emergenza, i servizi non possono rifiutare nessun cittadino per mancanza di mezzi economici o di un permesso di soggiorno in Portogallo. Tuttavia, l’ottenimento della tessera sanitaria è legato al permesso di soggiorno e alla residenza regolare del cittadino straniero nel territorio portoghese, cosicché, a tal fine, dovrebbe sempre dimostrare il suo status documentale con il SEF.
I cittadini stranieri soggiornanti illegalmente hanno quindi accesso ai servizi e alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale su presentazione del Certificato di residenza. Il documento è rilasciato dal Municipio di appartenenza e prova che il cittadino vive in Portogallo da più di 90 giorni. Essi possono tuttavia, ritrovandosi in una situazione di non regolarizzazione, essere tenuti a pagare tasse moderatamente più elevate per accedere all’assistenza sanitaria necessaria, il cui importo può variare in base alle agevolazioni con la Sicurezza Sociale che dipendono dalla nazionalità di appartenenza come conseguenza degli accordi bilaterali conclusi tra paesi.
In deroga a quanto precede, esistono situazioni eccezionali in cui i cittadini stranieri il cui soggiorno è irregolare possono beneficiare gratuitamente dell’assistenza sanitaria, quali:

  • cure urgenti e vitali (che mettono in pericolo la vita del cittadino);
  • malattie trasmissibili che costituiscono un pericolo o una minaccia per la salute pubblica (quali la tubercolosi o l’AIDS);
  • la salute materna e infantile e l’assistenza in materia di salute riproduttiva, compreso l’accesso a consultazioni sulla pianificazione familiare, l’interruzione volontaria della gravidanza, il monitoraggio e la sorveglianza delle donne durante la gravidanza, il parto e il parto e l’assistenza sanitaria per i neonati;
  • assistenza sanitaria ai minori residenti in Portogallo;
  • vaccinazione conformemente al Programma Nazionale di Vaccinazione in vigore;
  • cittadini stranieri in situazione di ricongiungimento familiare, quando qualcuno della loro famiglia ha delle agevolazioni con la Sicurezza Sociale debitamente dimostrate;
  • Cittadini in situazioni di esclusione sociale o di privazione economica dimostrate dai servizi di Sicurezza Sociale.

Per quanto riguarda i diritti sociali, i cittadini stranieri soggiornanti illegalmente hanno accesso a talune forme di sostegno purché siano soddisfatte determinate condizioni per la loro concessione, quali l’indennità di malattia, la pensione di invalidità, l’indennità parentale, assegno per figli o nipoti o assegno per terzi a carico.
Tuttavia, essi non sono protetti in altre situazioni, che sono altrettanto importanti se non sono collocati in una situazione di maggiore vulnerabilità sociale, come la disoccupazione. Infatti, un cittadino straniero soggiornante illegalmente non ha accesso all’indennità di disoccupazione, all’indennità di lavoro autonomo o al reddito sociale, anche se può soddisfare tutte le altre condizioni per il suo incarico, solo perché non ho la residenza legale. Non hanno inoltre accesso agli assegni familiari per i figli e i giovani, alle prestazioni sociali dei genitori e alla protezione giuridica.
Va inoltre osservato che un cittadino disoccupato non può presentare domanda di lavoro e di formazione professionale fino a quando non abbia legalmente la residenza.
Considerando che, sebbene sia possibile regolarizzarlo se trova un lavoro, è certo che tale attività lavorativa è ancora considerata illegale finché non è stata regolarizzata con il SEF. Inoltre, il datore di lavoro che impiega un cittadino in tali circostanze può essere oggetto di una procedura di infrazione e può essere multato.
Per quanto riguarda l’educazione, l’istruzione in Portogallo è ormai obbligatoria fino all’età di 18 anni o fino al dodicesimo anno di scuola, pertanto l’iscrizione di un minore non può essere rifiutata perché si trova in una situazione irregolare.
A sua volta, al fine di continuare a studiare dopo tale età, un cittadino straniero senza residenza o residenza legale, può incontrare alcuni ostacoli in alcuni istituti o può dover pagare tasse scolastiche più elevate di quelle applicate ai cittadini residenti o agli stranieri regolari per l’iscrizione e la frequenza a qualsiasi corso.

Che attività giuridiche e procedimenti sono stati sospesi in conseguenza dell’epidemia da COVID-19?
Al fine di affrontare la situazione epidemiologica causata da Covid-19, è stato stabilito che tutti i termini per l’esecuzione di atti processuali e procedurali che devono essere effettuati nell’ambito di processi e di procedimenti giudiziari in tribunali amministrativi e fiscali, nella Corte costituzionale, o in altri luoghi, sono sospesi fino alla fine della situazione eccezionale di prevenzione, ma possono essere effettuati in circostanze specifiche o urgenti.
Per quanto riguarda le procedure amministrative della SEF, è stata decisa la sospensione di tutte le consultazioni dirette previste a partire dal 30/03/2020 che verranno riprogrammate dal 01/07/2020 in ordine cronologico, al fine di garantire la parità di trattamento tra i cittadini stranieri. In questo momento, la SEF pianifica solo gli appuntamenti per situazioni urgenti, considerate cause di forza maggiore, come i cittadini stranieri a cui sono stati rubati, o persi i documenti.

Quali misure sono state adottate per proteggere i cittadini stranieri in Portogallo?
Il 13/03/2020 è stata pubblicata una legge che proroga fino al 30/06/2020 la validità dei documenti scaduti dopo il 24/02/2020, come i visti per soggiorno e i permessi di soggiorno rilasciati.
È stata inoltre pubblicata nel passato 27/03/2020, una legge che regolarizza i cittadini stranieri con procedimenti pendenti nella SEF alla data della Dichiarazione dello Stato di Emergenza (18/03/2020).
Sebbene si tratti di una misura molto positiva e di un segno di solidarietà nei confronti di cittadini stranieri soggiornanti illegalmente, non include tuttavia tutti i cittadini, come quelli che non hanno avuto la possibilità di richiedere un permesso di soggiorno nella SEF fino alla data della dichiarazione dello Stato di emergenza, nonché i parenti di cittadini dell’Unione che sono cittadini di paesi terzi, che sono attualmente privi di protezione specifica.
D’altro canto, vorrei anche sottolineare che, nonostante quanto sopra, non sappiamo ancora quanto tempo ci vorrà perché ai cittadini stranieri che sono ancora sotto processo sia permesso di rimanere regolarmente.
Occorre pertanto tenere presente che tale decisione del governo corrisponde a una misura temporanea, che non preclude l’esame delle domande pendenti da parte della SEF. In realtà, sembra esserci stato solo un ritardo nell’analisi dei casi pendenti e non una vera e propria regolarizzazione dei cittadini stranieri coperti dalla misura.

Tale sospensione pregiudica i diritti dei migranti? se si, in che modo?
Poiché le consultazioni dirette sono sospese, non è ancora noto quando i cittadini stranieri non coperti dalla misura potranno avviare la loro procedura nel SEF. Una tale situazione influenzerà inevitabilmente i diritti dei cittadini che vedono la loro possibilità di regolarizzazione prorogata nel tempo, il che ha conseguenze sull’accesso a determinati diritti sociali, come il ricongiungimento familiare, ma anche la possibilità di spostarsi al di fuori del territorio nazionale.

Quali diritti vengono riconosciuti con la regolarizzazione dei cittadini stranieri coperti da tale misura e quali conseguenze avrà sulla vita dei cittadini stranieri?
Ciò ha permesso ai cittadini stranieri che hanno accesso a vari diritti precedentemente vietati o limitati quali l’ottenimento del codice fiscale, l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale o ad altri diritti di assistenza sanitaria, l’accesso alle prestazioni di assistenza sociale, la stipula di contratti di locazione e di contratti di lavoro, l’apertura di conti bancari e l’accesso ai servizi pubblici essenziali.
L’accesso a tali diritti nell’attuale situazione epidemiologica e nello stato di emergenza nazionale costituisce una misura positiva per il benessere, la protezione e l’integrazione di tali cittadini, e che è venuto a restituire una certa dignità a coloro che aspettano da mesi o anni di essere regolarizzati sul territorio nazionale.
In effetti, alla luce delle misure eccezionali adottate per contenere la malattia di Covid-19, alcune attività commerciali sono state chiuse, il che comporta un aumento dei licenziamenti, consentendo in tal modo a tali cittadini l’accesso a misure di protezione dei disoccupati che di solito sono tra i primi a soffrire in tali circostanze.
Tuttavia, nutro ancora qualche dubbio su come verranno gestite queste pratiche, considerando che molti dei servizi pubblici in questione erano già completamente sopraffatti prima della pandemia; questa situazione è inevitabilmente peggiorata e può ostacolare l’accesso a tale sostegno.
D’altra parte, come già detto, non conosciamo ancora la durata di questo cosiddetto “permesso di soggiorno temporaneo”. Pertanto, può sussistere ancora il rischio di fornire sostegno ai cittadini stranieri che, in un momento ancora da determinare, possono essere ritirati perché in realtà non hanno un “vero” diritto di soggiorno in Portogallo.


In che modo questa misura ha influito sul suo lavoro?
Dal momento che sto lavorando come volontario, purtroppo non ho la possibilità di seguire i beneficiari del progetto in cui stavo lavorando allo stesso modo. Tuttavia, voglio garantire che questi cittadini abbiano accesso a quante più informazioni possibili sulle misure adottate dal governo in relazione alla malattia di Covid-19, motivo per cui mi sono offerta di farlo volontariamente.
Pertanto, oltre ad analizzarli e a chiedere chiarimenti alle autorità competenti al fine di comunicarli alla popolazione destinataria, ho cercato, per quanto possibile, di rispondere alle varie domande che possono pormi in merito.

A suo parere, ritiene che dopo la dichiarazione dello stato di emergenza possa verificarsi una modifica della legislazione che riguarda la regolarizzazione dei cittadini stranieri in Portogallo?
Credo che si continuerà a lavorare per accelerare i processi legati alla legislazione straniera e per ridurre la burocrazia. L’amministrazione è completamente sopraffatta e credo che questa pandemia stia inducendo persone e Stati a ripensare a come agiscono, lavorano, collaborano. Pertanto, credo che cercheremo sempre più di informatizzare le procedure e ridurre l’assistenza faccia a faccia.
Tuttavia, trovo difficile apportare modifiche sostanziali. In questo senso, è sufficiente notare che molti cittadini stranieri non erano coperti dalla misura governativa adottata, che si limitava a considerare i cittadini stranieri che avevano dei processi in sospeso con il SEF, senza assicurare loro un “vero” diritto di soggiorno.

Murales di Andrea Tarli nel quartiere di Mouraria a Lisbona

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *