L’appello di Ocalan e il nuovo Medio Oriente

Il messaggio inviato da Ocalan per il Newroz e il processo di pace iniziato tra il governo turco e il PKK aprono scenari interessanti capaci di ridisegnare dal punto di vista politico la mappa del Medio-Oriente.
E’ chiaro che il processo di pace sarà un percorso irto di ostacoli,con un Governo Turco che fino ad ora non ha fatto nessun gesto in direzione della pace,con correnti interne al Partito del presidente Erdogan che non vogliono nessun dialogo con i curdi,mentre aerei militari sorvolano continuamente il Kurdistan bombardando le postazioni della guerriglia(gli abbiamo visti con i nostri occhi gli aerei sorvolare la città di Diyarbakir).
Proprio questo aspetto spinge il leader curdo a rivolgersi al suo popolo e alla sua gente per fare ancora un passo in avanti,mettendo fine ad oltre 40 anni di lotta armata del PKK attraverso un congresso e aprendo di fatto una nuova era democratica all’interno della Repubblica turca.
Ad Ocalan non sfugge che la costruzione di una democrazia radicale e la realizzazione di una società di liberi e uguali,oggi è ancora minacciata da un imperialismo ed un capitalismo che attraverso il manifestarsi dei nazionalismi e delle identità etniche e religiose divide i popoli(ilvecchio motto divide et impera) e produce guerre e barbarie.
Proprio l’irruzione sullo scenario mediorientale dell’ISIS è il prodotto di politiche imperialiste che attraverso brutalità,massacri tendono a mantenere viva la fiamma dei settarismi per dominare l’intera area.
Per questo Ocalan pone con grande urgenza la necessità di avviare una distenzione democratica nell’intera area che la faccia finita una volta per tutte con questo percorso disastroso e apra scenari nuovi.
Scenari che debbono assolutamente contemplare una totale ridefinizione degli Stati Nazione che hanno prodotto solo conflittualità e guerre per costruire identità aperte e democratiche.
Sta lì il richiamo alla resistenza e alla vittoria di Kobane,al suo progetto di con federalismo democratico e di autogoverno nel Rojava, iniziato con la guerra civile in Siria e con lo sfaldamento del regime di Assad,; un processo aperto e inclusivo in cui tutti i gruppi e tutte le realtà hanno pari dignità.
Questo progetto di confederalismo democratico parte proprio dal popolo curdo che con il superamento dell’idea dello stato nazionale lancia una sfida alla politica e ai governi.
Nei prossimi mesi vedremo se questa nuova idea di società saprà continuare a vivere sulle proprie gambe e incominciare a scrivere una nuova pagina di storia del Medioriente.

 

Collettivo Exit

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