Marea nera in Sardegna: 6 ore che diventano 21

Mi trovo quasi a disagio a scrivere queste parole, sono sconcertato dalla situazione, amareggiato per il nostro mare, infastidito dalle esclamazioni del ministro, tradito da tutte le istituzioni, deluso da tanta stampa che mantiene il silenzio e soprattutto arrabbiato con i signori del male di E-on. Questa mattina nel primo telegiornale regionale dell’emittente sarda Videolina mi sono preso, anzi, ci siamo presi l’ennesimo pugno nello stomaco dai signori dell’E-on. Riprese satellitari dimostrano che esattamente alle 10 e 13 dell’undici gennaio la macchia d’olio combustibile era ormai fuori dal molo, mentre invece l’allarme è stato dato dai signori del male alle 16 e 45 del pomeriggio. Cosa dovremo pensare adesso? Dobbiamo essere ancora presi per i fondelli dalle istituzioni? Dobbiamo essere contenti come vuole il Ministro dell’ambiente? Credo che questa notizia sia gravissima. Dimostra il chiaro intento di voler nascondere l’accaduto. Hanno provato per l’ennesima volta a farci fessi, ma il loro tentativo è finito male quando hanno realizzato che la cosa era troppo sporca per poter passare inosservata. Non hanno controllato gli impianti e le tubature prima e se ne volevano fregare dopo a disastro avvenuto. Se ci si riflette ancora un po’ su potrebbe essere ancora più grave di un ritardo di 6 ore. Infatti si arriva anche alla conclusione che quelle sei ore siano servite a ritardare l’intervento di altre ben 15 ore, visto e considerato che a gennaio dalle 17 e 30 è già buio e di notte provare a fare qualcosa in mare è molto più difficile se non impossibile. Deduzione matematica: il ritardo è stato volutamente portato a 21 ore sperando che il mare ingoiasse e facesse sparire tutte le prove. Sfortunatamente per loro e soprattutto per il mare, le sue creature e noi poveri mortali non è andata così. La cosa che fa paura è che ora dovremo fidarci di questi signori della morte per la bonifica delle nostre coste. Gente senza scrupoli che guarda solo al profitto e schiaccia chiunque gli si metta contro, ovviamente non parlo degli operai E-on e nemmeno di quelli assunti a tempo per la “bonifica”, ma bensì degli alti ranghi della multinazionale. E’ tempo per i sardi di farsi sentire e gridare la propria rabbia e forse qualcosa si muove. Mentre finisco di scrivere queste quattro righe ho il tempo di vedere il tg regionale delle 14 di rai 3, finalmente un sospiro di sollievo per noi sardi. Finalmente qualcuno si degna di prendere un aereo e visionare dall’alto le coste da Porto Torres fino a Santa Teresa Gallura. Finalmente non ci diranno più di essere i soli pazzi visionari, iniziamo ad avere compagnia. Non ci resta che sperare. Intanto nel fine settimana andremo a fare ancora monitoraggio delle coste per il bene della nostra isola e per gli oceani.

Grazie a tutti.
Marras Pier Mauro
Coordinatore SEA SHEPHERD Sardegna


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