No all’incenerimento dei rifiuti nella cementeria

Il nostro vuole essere un appello verso la città di Barletta in un momento cruciale per quello che sta avvenendo dal punto di vista ambientale. Crediamo però sia doveroso fare un piccolo passo indietro per cercare di comprendere i vari passaggi che si sono succeduti in tutti questi mesi.
La nascita, quasi un anno fa, del Coordinamento No Biomasse e Inceneritori, ha sancito di fatto l’inizio su tutto il territorio della BAT di un percorso di mobilitazione per cercare di contrastare in ogni città la realizzazione di centrali a biomasse liquide.
Questo percorso, che ci ha visti protagonisti di numerose iniziative su tutto il territorio provinciale, ha pagato dal punto di vista dei risultati visto che a Barletta si è riusciti a scongiurare la realizzazione di due centrali a biomasse liquide.
Nonostante la capacità dei movimenti sociali di imporre nell’agenda politica locale i temi ambientali e di portare a casa i primi risultati, oggi ci troviamo davanti ad un ennesimo progetto che rischia di compromettere la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo. Infatti è ormai a conoscenza di tutti che la Cementeria Buzzi Unicem di Barletta ha presentato a Comune, Provincia e Regione un progetto per aumentare la quantità di rifiuti da bruciare, passando dalle attuali 27.000 tonnellate annue ad 80.000. Se questo progetto dovesse passare, di fatto la Cementeria di Barletta cambierebbe la sua naturale vocazione produttiva che è quella di produrre cemento, trasformandosi in un vero e proprio Inceneritore in cui i rifiuti bruciati coprirebbero il 95% del proprio combustibile e Barletta diventerebbe una delle poche città ad avere un Inceneritore nel tessuto urbano.
Tutto ciò avviene in una situazione già di forte criticità per la nostra città evidenziato anche dai dati del Piano Regionale sulla Qualità dell’Aria in cui Barletta ricade nella fascia C e cioè facente parte di quei comuni che superando i valori limite a causa delle emissioni da traffico veicolare e avendo sul suo territorio impianti industriali soggetti alla normativa IPPC, necessita di misure di risanamento.
Importante a tal proposito rimarcare le cifre del Registro IRES per quanto concerne la Cementeria in cui sono riportati i dati di 3 categorie di inquinanti (anidride carbonica, Ossido di Azoto, Ossido di Carbonio) che superano i valori consentiti e va aggiunto che anche l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, indica nella Cementeria la principale fonte di inquinamento da monossido di carbonio per tutto il nostro territorio.
Questo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, a quale rischio stanno andando incontro il territorio tutto, compresi i lavoratori della stessa azienda, nel momento in cui sia la Provincia, attraverso la VIA (Valutazione d’impatto ambientale), che la Regione con l’AIA (autorizzazione integrata ambientale) dovessero dare parere favorevole all’aumento dei rifiuti da bruciare.
Per questo oggi c’è bisogno di costruire un ampio fronte sociale che comprenda movimenti, associazioni, studenti, comitati e singoli cittadini per cercare di impedire un ennesimo scempio ambientale e porre con forza anche il tipo di modello di sviluppo che noi vogliamo per la nostra città. E’ sotto gli occhi di tutti il fallimento di un modello economico che punta tutto sulla crescita di quei settori produttivi che hanno come unico obiettivo quello di tutelare i propri interessi, lasciando alla collettività i costi sociali e ambientali.
Tutti i temi sollevati rappresentano per noi un punto di partenza su cui costruire un’ampia mobilitazione in vista del consiglio comunale monotematico indetto per i giorni 1 e 2 dicembre sulla vicenda cementeria.Vogliamo che il consiglio comunale bocci la richiesta della Buzzi Unicem di trasformarsi in inceneritore; se non dovesse farlo tradirebbe gli interessi di una intera collettività, soprattutto dal punto di vista della tutela della salute e dell’ambiente, garantendo a pochi la libertà di inquinare. Per questo invitiamo i cittadini a mobilitarsi in vista del consiglio comunale monotematico, perché solo la partecipazione può farci vincere questa battaglia.

-Coordinamento No Biomasse e Inceneritori

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