NoTriv: verso il referendum del 17 Aprile – Report dell’assemblea di Bari, 28 Febbraio

Domenica 28 febbraio si è tenuta, presso la sede dell’associazione MarxXXI a Bari, l’assemblea regionale pugliese in vista del Referendum No Triv del 17 aprile 2016 per discutere come costruire assieme la campagna referendaria a sostegno del “sì”.
L’assemblea si è aperta con l’intervento del Comitato Terra di Bari per il NO al Referendum Costituzionale che si celebrerà in autunno, dichiarando da subito un’apertura alla collaborazione tra i due percorsi che vanno ad intrecciarsi lì dove la Riforma del Governo Renzi prevede una modifica del titolo V della Costituzione, ovvero un accentramento da parte dello Stato che esautora le Regioni, in materia di energia e infrastrutture strategiche.
Il Coordinamento NoTriv Terra di Bari ha introdotto il tema della riunione ripercorrendo la ‘storia’ di questo referendum: spiegando i vari passaggi che ci hanno portato alla data del 17 aprile e le ragioni per cui saremo chiamati ad esprimerci su un solo quesito rispetto ai sei iniziali di cui constava il referendum al momento del deposito in Cassazione da parte di dieci Regioni; illustrando la norma di cui si chiede l’abrogazione con il referendum.
L’assemblea convocata a Bari si è proposta per essere prettamente operativa. Dopo questa necessaria e doverosa introduzione, quindi, si è avanzata l’ipotesi di una forma organizzativa per il “Comitato pugliese Vota SÌ per fermare le trivelle”.
Così come convenuto anche durante l’Assemblea Nazionale NoTriv del 14 febbraio scorso a Roma, essendo per legge i nove Consigli Regionali – la Regione Abruzzo si è tirata indietro – i comitati promotori, e quindi i comitati referendari, ed avendo a nostra disposizione poco tempo per organizzare in maniera dettagliata e capillare una campagna referendaria, si è optato per una struttura che non sia né verticistica né rigida.

Si è pensato alla costituzione di gruppi di lavoro per aree tematiche:
1. Rapporti con la Regione: gruppo di persone che interloquisca con la Regione e che sia punto di contatto tra l’ente e i comitati.
2. Rapporti con gli Enti locali: ogni comitato ha il compito di sollecitare il proprio Comune di appartenenza nell’essere parte attiva nella campagna referendaria (affiggere uno striscione sul referendum fuori dal Palazzo del Comune, richiesta di spazi, materiale informativo da diffondere, e laddove possibile, stanziamento di fondi).
3. Comunicazione:
3A. Stampa: scrivere comunicati, prendere contatti con la stampa, addetti per le interviste.
3B. Grafica: vignette, infografica, disegni, ecc cc.
3C. Video: girare e montare video con gli artisti e/o per la stampa, per i social network
4. Artisti: contattare artisti in qualunque ambito, locali e non, perché si mettano a disposizione della campagna referendaria, nelle forme che ritengono più opportune, per sensibilizzare il proprio pubblico.
5. Eventi/banchetti: organizzazione di eventi nella propria zona e banchetti che si rendono particolarmente utili nella settimana che precedete il voto
6. Raccolta fondi

I partecipanti all’assemblea sono intervenuti sia in merito alla proposta organizzativa sia sul significato di questo referendum.
Come in ogni discussione che abbia per oggetto un referendum è quasi inevitabile che si faccia riferimento a quanto avvenuto nel 2011, anno del Referendum sull’Acqua Pubblica, e soprattutto negli anni successivi: una vittoria che si scontra con un risultato quasi del tutto disatteso. È inevitabile anche il senso di frustrazione, ma non possiamo non cogliere ancora una volta l’ennesima sfida che ci si presenta davanti.
Il significato del 17 aprile va al di là dell’unico quesito sopravvissuto alle strategie messe in atto dal Governo per impedire che si arrivasse a votare, ha un senso di una portata più ampia. Ha innanzitutto un forte valore politico, riapre la discussione su temi fondamentali, strettamente connessi tra loro, quale l’assenza di democrazia sui territori e le scelte in materia energetica.
Quella contro le trivelle non può essere considerata solo una ‘battaglietta’ ambientale, stiamo mettendo in discussione un modello di sviluppo che baratta la salute con le royalties, che contrappone salute e lavoro. È una lotta paradigmatica, in quanto espressione del diritto rivendicato dai territori all’autodeterminazione.
È inoltre importante mettere in evidenza che questo referendum non riguarda soltanto il mare, ma entra anche nel merito del rapporto Stato-Regioni che questo Governo sta mettendo in discussione, ridefinendo gli ambiti di competenza.
Il referendum può essere considerato al contempo sia come un punto d’arrivo di quanto fatto in passato sia come un momento di passaggio.
Bisogna proseguire il percorso dopo il 18 aprile: (ri)partire dalle singole questioni ambientali (le trivellazioni in Basilicata, Taranto con l’Ilva e l’Eni, Tempa Rossa, il Petrolchimico a Brindisi, la Tap, la Centrale a Carbone di Cerano, le discariche dei rifiuti radioattivi, ecce cc.) per una lotta contro la devastazione dei territori e di riappropriazione dei territori stessi.
Dobbiamo essere in grado di dimostrare che i pugliesi vogliono andare in un’altra direzione. Il dato parziale di ciascuna regione può rivelarsi strategico in termini di rivendicazione territoriali da mettere in campo successivamente alla data del referendum.
È necessario per questo creare una spinta di mobilitazione dal basso: in ogni paese e città devono nascere dei comitati a sostegno del “sì”, senza però dar vita a una struttura gerarchica e centralizzata.
È stata ribadita la necessità di una distinzione tra il percorso delle associazioni di base e dei comitati da quello dei partiti, e chiarito che la campagna referendaria, anche a livello nazionale, si articola proprio su tre livelli distinti: Regioni-Comitati Referendari promotori; associazioni e singoli/e; partiti.
Al momento dobbiamo essere prima di tutto in grado di avere il polso della situazione, ovvero essere in possesso di dati certi sulla copertura in Puglia: in quali zone sono presenti dei comitati e in quali no.
Pur all’interno di alcune direttive e linee comuni le realtà territoriali devono essere libere di poter agire nel pieno della propria autonomia. Però, per dar una maggiore forza al messaggio è utile avere una campagna di comunicazione con degli slogan che sia la stessa per tutte.
Questo può avvenire mettendo in comune i contenuti e socializzando gli eventi e le iniziative.
Dovremo essere capaci di mettere in campo una campagna di comunicazione inedita nei contenuti e nei linguaggi, che sappia parlare anche al di fuori dell’ambito degli attivisti, che sappia utilizzare sia i canali dei social network sia quelli ‘tradizionali’ già presenti sui territori.
Dobbiamo avere la capacità di coinvolgere il mondo cattolico che si è rivelato essere un punto di forza nel caso del Referendum per L’Acqua Pubblica.
Le realtà territoriali devono e possono chiedere un impegno ai Comuni di appartenenza attraverso la concessione di spazi e stanziamento di contributi economici.
È stata avanzata la proposta di una manifestazione regionale prima del 17 aprile, che era già venuta fuori anche dall’assemblea nazionale di Roma. È previsto infatti un evento territoriale a carattere nazionale il 9 aprile.

Per la concreta riuscita della campagna referendaria si rendono necessarie forme di autofinanziamento.
Per garantire un iniziale sostentamento, nell’assemblea nazionale è stato concordato un versamento di una quota di 2.000 euro da parte delle grandi associazioni, presenti nel “Comitato Vota Sì per Fermare le Trivelle”, e dai comitati referendari di base NoTriv. Chi voglia effettuare un versamento può farlo su questo conto corrente: BANCA ETICA Circolo Culturale e del commercio equo e solidale “Chaikhana” IBAN IT27R0501803200000000123453 CAUSALE: “CONTRIBUTO PRO REFERENDUM 17 APRILE 2016/ COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV”.

In merito alla possibilità che i consiglieri regionali pugliesi diano un contributo a sostegno della campagna, così come concordato nelle assemblee con i delegati delle Regioni promotrici, si è riflettuto sull’eventualità che questo debba essere destinato esclusivamente al territorio pugliese oppure condiviso a livello nazionale con quelle regioni, soprattutto al Nord, in cui i comitati territoriali scarseggiano o sono, al momento, del tutto assenti.

A tal proposito è stata posta una domanda sul ruolo delle Regioni che non si sono fatte promotrici del referendum. Nell’incontro dei comitati con il Presidente Michele Emiliano, che si è tenuto il 25 febbraio scorso, i comitati hanno avanzato la proposta che la Regione Puglia si facesse carico di inviare a tutti i Presidenti di Regione una richiesta affinché i rispettivi Consigli Regionali con una delibera partecipassero, stanziando anche dei fondi, alla campagna referendaria, quantomeno informativa nei confronti dei propri cittadini.
Un punto importante affrontato riguarda la questione della Par Condicio e le norme per la comunicazione dell’Agcom per le emittenti nazionali e locali. Entro cinque giorni non festivi dalla pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale le associazioni e i comitati a livello nazionale devono accreditarsi dichiarando il proprio apparentamento.
A Bari è stato costituito, da alcuni consiglieri comunali della città di Bari e dell’Area Metropolitana di Bari di liste civiche di centro-destra, il comitato referendario “Stop Trivelle” che si è messo a disposizione per collaborare.
Le associazioni studentesche, quali Link e UDS, si impegnano a portare queste tematiche anche all’interno dell’Università e delle Scuola, presentando una mozione negli organi centrali e alla consulta provinciale degli studenti.
Rete della Conoscenza lancia un appello per la costituzione di un comitato della città di Bari.
Zona Franka mette a disposizione la propria sede per iniziative e i propri canali di comunicazione per diffondere
Legambiente Puglia mette a disposizione le sede dei propri circoli e si rende disponibile per le fotocopie del materiale informativo. Si impegna a dedicare uno spazio alle questioni notriv in ogni sua iniziativa.
ABAP – Associazione dei Biologi Ambientalisti Pugliesi – dà la propria disponibilità per le fotocopie di materiale informativo e di locandine.

Gli eventi che sono stati comunicati in assemblea:
– mercoledì 2 marzo iniziativa presso la Caritas di Corato
– giovedì 3 marzo alle ore 18.00 presso il Villaggio dei Fanciulli a Bari: assemblea del Comitato Terra di Bari per il No alla Riforma Costituzionale
– domenica 6 marzo Fiera delle Autoproduzioni a Corato
– domenica 20 marzo Fiera delle Autoproduzioni a Barletta
– domenica 27 marzo Fiera delle Autoproduzioni a Molfetta
– domenica 9 aprile Manifestazione Nazionale Pro Referendum su ogni territorio
– 7 maggio Manifestazione Nazionale STOP TTIP a Roma

Invitiamo tutti coloro che non hanno potuto partecipare all’assemblea, che hanno bisogno di informazioni o che vogliano collaborare all’interno dei gruppi di scrivere a questi indirizzi email:
§ notriv.terradibari@gmail.com
§ referendum17aprile.puglia@gmail.com
https://www.facebook.com/notrivterradibari/?fref=ts

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