Opaco come il petrolio (Coord. NoTriv – Terra di Bari)

Domenica 28 febbraio a Bari si è tenuta un’assemblea partecipata per organizzarsi in vista del Referendum del 17 aprile e che ha visto, nella sua conclusione, nascere il “Comitato Pugliese Vota SÌ per fermare le trivelle”.

Martedì 8 marzo apprendiamo da alcuni giornali locali che è nato, il giorno precedente in un’assemblea tenutasi nella sede di Legambiente Puglia, un altro “Comitato Pugliese Vota SÌ per fermare le trivelle”.

Qualche passaggio a molti potrebbe risultare confuso ed è per questo che sentiamo l’esigenza per chiarezza e onestà – politica e intellettuale – di spiegare quanto è accaduto.

Un dato è assolutamente incontrovertibile: il 7 marzo si è tenuta presso la sede di Legambiente Puglia un’assemblea.
Altri dati invece ci sono pochi chiari: perché quest’assemblea sia stata convocata solamente il giorno prima, perché molti soggetti ne siano venuti a conoscenza casualmente, perché non sia stato diffuso un odg e perché non sia stato esplicitato l’intento dell’assemblea.

Per puro caso, infatti, solo nel tardo pomeriggio del 6 marzo, abbiamo appreso della convocazione da parte di Legambiente Puglia di una riunione regionale aperta agli esterni da tenersi il giorno dopo nella loro sede, che verteva sull’organizzazione della campagna referendaria.

Dal momento che il 28 febbraio anche Legambiente era presente all’assemblea di costituzione del comitato referendario pugliese, abbiamo chiesto loro di girare la comunicazione anche nella mailing list del Comitato, per informare più gente possibile dell’appuntamento. Per motivi che ignoriamo, non è stato fatto.

Il 7 marzo ci siamo presentati all’incontro. Con un po’ di sorpresa, apprendiamo dall’intervento del presidente di Legambiente che si voleva costituire un comitato referendario regionale.

Da subito abbiamo voluto far presente che un comitato referendario regionale già c’era e che per l’appunto era quello nato quel 28 febbraio. Ci è stato risposto in maniera un po’ confusa, che era necessario discutere della costituzione legale di un Comitato Regionale.

Abbiamo ribadito la nostra massima disponibilità ad unire le forze e lavorare in sinergia, ma anche che le modalità di convocazione dell’assemblea ci risultavano opache e tendenti alla chiusura, che dato lo scarso preavviso e la mancanza dell’odg, non potevamo esprimere una posizione del nostro coordinamento, ed in secondo luogo che ci sembrava davvero molto scorretto non permettere alle realtà presenti a Bari il 28 febbraio di partecipare ed esprimersi sulle proposte organizzative avanzate da Legambiente e gli altri organizzatori della riunione.

La riunione è durata ben 5 ore, data una evidente situazione di stallo.

Anche altri soggetti presenti hanno espresso gli stessi dubbi e assieme abbiamo chiesto di darci un paio di giorni di tempo per poter informare della proposta emersa sia coloro che erano presenti a Bari il 28 febbraio sia coloro che fanno parte delle rispettive realtà che eravamo lì a rappresentare.

Dobbiamo sottolineare che ogni qualvolta ponevamo una sacrosanta questione di trasparenza e democrazia dal basso alla base della nostra posizione di rigidità, venivamo scanzonati o derisi con frasi del calibro: “Con voi bisogna fare come con i bambini”, oppure “A fare troppo i democratici non facciamo più nulla”.

Ciò ha comportato un comprensibile innalzamento della tensione, complice anche la volontà degli organizzatori di ignorare la proposta avanzata da noi e conseguentemente di delegittimare il percorso già intrapreso e il comitato referendario di Foggia che in quelle stesse ore si andava costituendo alla presenza del Coordinamento Nazionale No Triv.

Se è vero che da parte di alcuni di essi non potevamo aspettarci nulla di meglio, dato il rinomato disprezzo che hanno sempre manifestato verso la democrazia dal basso, la partecipazione e soprattutto le decisioni prese collettivamente in assemblea, vi garantiamo che è stata comunque un’esperienza poco piacevole.

Ad ogni modo, sembrava che tutto si fosse risolto per il meglio: alla fine era stata accolta la nostra proposta di attendere due giorni per poi procedere con un percorso condiviso e unitario. Per poi invece scoprire nella giornata di ieri che Legambiente, Wwf, Comitato No Petrolio Sì Energie Rinnovabili di Monopoli e altre sigle della Capitanata hanno costituito il Comitato Referendario Regionale.

Che dire? Per quanto avvezzi alle bassezze di taluni soggetti, questo colpo di mano ha sconvolto persino noi.

Chi ha avuto modo di conoscerci, sia nel lavoro del Coordinamento NoTriv Terra di Bari, ma anche nei tanti altri ambiti sociali in cui siamo impegnati sa bene il nostro modo di intendere la Politica.
Crediamo che la trasparenza, la democrazia dal basso e l’orizzontalità siano una assoluta necessità per la costruzione di quei Movimenti che poi incidono davvero, imponendo dei rapporti di forza che permettono di vincere le vertenze e le battaglie più difficili.

Con la scusa del “poco tempo” non si può fare ciò che si vuole.
Noi non siamo autoreferenziali e non intendiamo esserlo, ma riteniamo che sia prioritario condividere il più possibile il percorso di lotta per raggiungere gli obiettivi prefissati e decisi insieme, anziché fare appello al politico locale di turno al solo scopo di ottenere un tornaconto elettorale.

Il nostro Coordinamento continuerà a lavorare per la vittoria referendaria, vuole proseguire questo percorso con tutti quelli che assieme a noi vorranno farlo. Non ci interessa fare mostra di noi nelle tribune televisive o gestire i contributi economici dei consiglieri regionali, che durante l’assemblea del 7 marzo ci è parsa invece essere massima aspirazione di qualcuno.

Sicuramente non siamo perfetti ma non accettiamo che qualcuno salga sul pulpito a muovere critiche sulla nostra trasparenza e correttezza. Il nostro percorso ci incoraggia a continuare perché sentiamo di NON essere soli.
Bari, 9 marzo 2016
Coordinamento NoTriv Terra di Bari
http://notriv-terradibari.blogspot.it/2016/03/opaco-come-il-petrolio_9.html

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