Questione svendita immobili comunali: una risposta al sindaco cascella e all’assessore dipalo

Accogliamo con estremo piacere la più che tempestiva presa di posizione del sindaco e dell’assessore Dipalo sulla questione immobili pubblici. Certo, agli occhi di una persona qualunque sei mesi di manifestazioni, comunicati e richieste di confronto possono sembrare un periodo un tantino lungo per decidersi a comunicare al di fuori del palazzo di città le ragioni del proprio operato. Ma si sa, spesso noi comuni mortali non siamo in grado di cogliere tutte quelle intricate logiche, quasi soprannaturali per i profani, dell’esercizio del potere che i nostri cari amministratori utilizzano per il benessere della comunità che si dicono di rappresentare. E se per ottenere uno straccio di risposta ci siamo dovuti beccare minacce di denuncia, poco importa, in ogni caso siamo abituati alla longa manus securitaria del Partito Democratico e dei suoi alleati.

D’altra parte l’ufficio avvocatura può dormire sonni tranquilli, in quanto l’assessore sembra dimostrare di non aver capito nulla del punto di tutta la questione. Nessuno ha mai obiettato alcunché sulla correttezza delle procedure burocratiche e della fondatezza legislativa e giuridica del piano di alienazione approvato dell’amministrazione barlettana. Se avessimo avuto dubbi in proposito, avremmo utilizzato ben altre strade. L’assessore sposta convenientemente l’attenzione sul versante legalitario della questione perché evidentemente si rifiuta di parlare del significato strettamente politico e sociale di tutta l’operazione, nonché delle conseguenze di questi atti. Non è colpa nostra se le leggi attualmente in vigore non ostacolano il proliferarsi di movimenti di speculazione o addirittura le favoriscono. Non è certo accusando il collettivo exit di diffamazione che si impedirà ad eventuali speculatori di utilizzare il piano di alienazione come trampolino per arricchirsi ulteriormente alle spalle della città intera. E nel pieno rispetto della legge, intendiamoci.

E nel pieno rispetto di quella legge di cui tanto vi fate vanto, noi continuiamo a pensare che nella famosa delibera di giunta n.47 del 26/9/2013, e con il voto espresso in Consiglio Comunale, ci si appresta a svendere il patrimonio pubblico che, vogliamo ribadirlo per l’ennesima volta, appartiene alla collettività e non certo all’amministrazione comunale.
L’Assessore afferma che gli immobili alienati sono stati scelti perché non ritenuti strumentali all’esercizio delle loro funzioni istituzionali e che la loro vendita consentirà alla collettività di risparmiare risorse.
L’Assessore e il Sindaco Cascella dimenticano volutamente di ricordare che tutta questa operazione ha un solo scopo e cioè quello di ripianare il debito del Comune di Barletta che sicuramente non è stato creato da noi cittadini.Forse l’Assessore Dipalo potrebbe chiedere al proprio partito(La Buona Politica)informazioni più dettagliate su come è stato generato il debito visto che un suo autorevole esponente ha ricoperto nella Giunta Maffei il ruolo di Assessore al Bilancio.

Vorremmo inoltre chiedere al Sindaco in che modo concedere ai privati immobili di grande valore artistico per 50 anni potrà “valorizzare” questi ultimi, attraverso quali strani meccanismi si allontanerà il rischio di aver dato via a un processo di espoliazione della cosa pubblica nei confronti dei cittadini, e se questa è davvero la sua idea di “responsabilità collettiva verso il bene pubblico”.
L’ Assessore ci accusa inoltre di non aver fatto proposte al riguardo. Volete un riassunto o ve li cercate da soli i numerosi documenti sparsi a mezzo stampa e per il web? E d’altra parte,
avete dimenticato il vostro totale disinteresse nel fornire strumenti partecipativi e di confronto su questa questione, cosa quanto meno necessaria vista l’importanza dei provvedimenti?
Tutto è stato deciso nelle riunioni di maggioranza tenendo volutamente fuori dal dibattito tutte quelle realtà come la nostra che da anni su questo territorio si battono affinché i beni comuni vengano recuperati e restituiti alla fruizione dell’intera comunità.

Il Collettivo Exit le sue proposte le ha già formulate,concedere a giovani che vogliono dedicarsi all’agricoltura in comodato d’uso gratuito i terreni agricoli,realizzare progetti di auto recupero per quanto riguarda gli immobili pubblici; un esempio importante il protocollo firmato qualche giorno fa tra Regione Puglia,Comune di Bari e gli occupanti(precari e immigrati) dell’ex scuola Socrate per un progetto di auto recupero dello stabile affidato a quei soggetti che lo hanno sottratto da anni al degrado In ultima analisi, ci sarebbe piaciuto che sindaco ed assessore si fossero degnati di rispondere nel merito delle questioni, senza impugnare velate minacce che non sortiscono nessun effetto, redatte peraltro nel peggior grigio burocratese. Ma non gliene faremo una colpa. Probabilmente è l’unico linguaggio che hanno a disposizione.

Collettivo EXIT

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *