Rifiuti Zero unico futuro possibile

Accumulare cariche è diventato, ormai, prassi per i nostri politici. Esempio importante di questa cattiva abitudine è il Presidente della Provincia di Barletta- Andria-Trani che è anche Sindaco di Canosa, commissario dell’Ato BA/1 e vicepresidente nazionale dell’ ANCI. Ci chiediamo come possa, il Presidente della Provincia, svolgere correttamente i suoi compiti di amministratore con così tante responsabilità e problemi da affrontare, in un territorio che da un punto di vista ambientale possiamo considerare devastato dalla cattiva politica e dall’arroganza di chi fa politica favorendo cricche di imprenditori.

In quanto commissario dell’Ato, Ventola dovrebbe preoccuparsi di avviare una corretta gestione dei rifiuti, ma, evidentemente, a causa dei numerosi impegni, il plurincaricato e pluristipendiato Ventola pensa che la migliore maniera per liberarsi dei rifiuti sia bruciarli in un inceneritore. Si dice, infatti, favorevole alla costruzione dell’inceneritore a biomasse solide di Canosa in contrada Tufarelle.

I più affidabili esperti scientifici ci dicono da anni che bruciare rifiuti è dannoso per i cittadini non del solo territorio che ospita gli inceneritori, poiché le polveri sottili sollevate dal vento possono spostarsi per centinaia di chilometri. Cosa spinge i nostri plurindaffarati amministratori a cercare ancora la via facile dell’inceneritore a spese della nostra salute e dell’agricoltura, importante settore economico del nostro territorio?

In questi giorni l’Assessore provinciale Cefola ha annunciato che obiettivo prioritario della Giunta Provinciale è preprare un Piano Energetico Provinciale per avere uno strumento che aiuti a prendere posizione riguardo i numerosi impianti a biomasse proposti. Nello stesso intervento l’Assessore si dichiara favorevole a impanti a biomasse autoctone, ma, come già chiaramente affermato in numerosi precedenti articoli, il territorio non produce abbastanza biomasse per la portata degli impianti proposti e si dovrebbe convertire tutto il terreno coltivabile della provincia a coltivazioni di piante oleose da usare come combustili. Ipotesi devastante per il nostro territorio, per le sue peculiarità e per le sue tipiche produzioni.

Ciò che serve al nostro territorio non sono impianti che producano energia, la nostra regione produce più energia di quello che è il fabbisogno regionale ed immette nelle rete nazionale il surplus prodotto, piuttosto abbiamo bisogno di chiudere il ciclo dei rifiuti, di riuscire a recuperare e riutilizzare tutti i rifiuti prodotti. Una società che funziona è una società che non alimenta più discariche ed inceneritori, questo modello non è sostenibile, non è più adatto alle esigenze dei nostri giorni. Ci sono già diverse città, sia in Italia che nel resto del mondo, che hanno raggiunto il 70/80% di rifiuti riciclati grazie a una serratissima raccolta porta a porta che tra l’altro creerebbe anche altri posti di lavoro; noi siamo a poco più di un misero 10% di raccolta differenziata. Sappiamo che la strategia “Rifiuti 0” funziona e è che l’unica soluzione a lungo tempo che risolve realmente il problema dei rifiuti invece che nasconderli sotto terra. Chiediamo che l’Ato aderisca alla rete dei comuni che si ponga come obiettivo quello di arrivare a non produrre più rifiuti in pochi anni. E’ l’unico futuro possibile.

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