Sotto attacco dell’idiozia

di Ex Caserma Liberata, 27 Settembre 2018:

 

Dopo la vile aggressione squadrista da parte di noti esponenti di Casa pound al termine del corteo – Bari non si Lega – dello scorso 21 settembre, come collettivo Ex-Caserma Liberata e rete informale “Mai con Salvini Bari” abbiamo rilanciato un percorso di lotta che vedrà nella manifestazione promossa per sabato 29 settembre un importante momento di mobilitazione generale. Sfileremo in corteo ancora una volta per il rione Libertà, per denunciare la campagna razzista portata avanti nella nostra città da partiti come Lega e Casa Pound, per denunciare il carattere razzista e profondamente classista del decreto Salvini (approvato all’unanimità da M5S e Lega in consiglio dei ministri) e per ribadire che la città di Bari rifiuta il razzismo e la violenza fascista.
In questi giorni frenetici, se da un lato abbiamo assistito alle incessanti manifestazioni di solidarietà arrivate da tutto il paese e alla chiara volontà di tutti e tutte di sostenere una mobilitazione antirazzista ed antifascista in città, che sia continua e che penetri in quei quartieri dove sono più forti le contraddizioni, dall’altro continuiamo ad assistere al solito teatrino fatto di cattiva informazione, tentativi di delegittimazione e tentativi di sovradeterminazione dei percorsi di lotta dal basso.

[Cattiva informazione e tentativi di delegittimazione]

Una manifestazione partecipata da oltre un migliaio di baresi ed un’ aggressione squadrista ai danni di alcuni manifestasti si è ben presto trasformata, nei primi titoli dei giornali, in un corteo di 300 manifestanti finito in una rissa tra opposte fazioni. Ma questa volta agli squadristi di Casa Pound è andata male perché le loro mazze hanno colpito una eurodeputata e il suo assistente, noti esponenti di partiti politici locali oltre che gente comune e persino la Gazzetta del Mezzogiorno è stata costretta a cambiare titolo da “Rissa al quartiere Libertà”, ad “Aggressione a corteo antirazzista”.
Risibili i goffi e maldestri tentativi di Casa Pound di legittimare una versione dei fatti, nella quale si presentano come vittime di un agguato pianificato dal collettivo di Ex-Caserma Liberata, sostenuti però da una campagna di disinformazione e delazione portata avanti da testate web locali e giornali nazionali. Se così fosse stato, le cose sarebbero andate di certo diversamente. Le strade della città di Bari parlano, le strade sanno.
Anche questa volta vi ha detto male, ma per questa vicenda ve la vedrete con gli uffici stampa dei partiti, i loro tignosi avvocati e la loro voglia di scatenare contro di voi tutto l’apparato di cui fanno parte nelle aule di un tribunale.

[Confusione e tentativi di sovradeterminazione delle lotte dal basso]

Sabato 22 settembre al termine della conferenza stampa indetta per denunciare le violenze squadriste avvenute alla fine del corteo – Bari non si Lega – si era concordato fra organizzatori della manifestazione e i coinvolti nell’aggressione un percorso di mobilitazione generale per denunciare quanto accaduto e per protestare contro le scelte razziste e classiste del governo M5S-Lega rilanciando una manifestazione per sabato 29 settembre. Il percorso prevedeva due assemblee, una politica in Ex-Caserma Liberata per lunedì 24 alle 18:00 e una cittadina, aperta e plurale in piazza Prefettura per martedì 25 alle ore 18:00.
Mentre l’assemblea politica di lunedì in Ex-Caserma Liberata rilanciava un percorso di lotta antirazzista ed antifascista in città con tantissimi interventi ed una ampia partecipazione tra realtà politiche cittadine e provinciali e i tanti che hanno deciso di dare il loro contributo a questa mobilitazione, la giornata di martedì non andava assolutamente secondo quanto deciso e auspicato.
Al posto di una assemblea cittadina aperta e plurale gestita dai promotori della mobilitazione ci siamo ritrovati con una iniziativa politica sovradeterminata dalla CGIL che con sotterfugi da 4 soldi e grazie ai suoi potenti mezzi a disposizione ha sottratto la piazza alla discussione collettiva per soppiantarla con una iniziativa chiusa agli interventi, tranne per quelli da loro decisi secondo modalità da loro imposte.
In tantissimi siamo arrivati in piazza convinti di avere e dare la possibilità a tutti e a tutte di dire la propria rispetto a quanto accaduto come sul percorso di mobilitazione intrapreso ma quello che abbiamo trovato è stato l’apparato della CGIL e l’indisponibilità totale ad aprire il microfono ad altri interventi. Per quanto ci riguarda siamo riusciti ad imporre un nostro intervento attraverso la determinazione di compagne e compagni giunti sotto il palco e altri due interventi di una compagna ed un migrante entrambi residenti al rione Libertà, quasi a fine della manifestazione, grazie alla nostra determinazione.
Se da un lato consideriamo comunque positiva la partecipazione della città alla piazza, dall’altro non possiamo fare altro che stigmatizzare e condannare le pratiche che la CGIL ha messo in atto, sovvertendo pratiche e contenuti, piegati ad una visione completamente istituzionale e meramente rappresentativa e vacua.
Di sicuro ci ha disgustato vedere le bandiere del PD in quella piazza, come alcune passerelle elettorali sia sotto che sul palco, visto che le politiche del governo M5S – Lega in termini di sicurezza e di militarizzazione delle città, come unica risposta alla richiesta di welfare, casa e diritti, sono la diretta conseguenza delle scelte del governo precedente a guida PD e delle leggi emanate dall’allora ministro degli interni Minniti e da Alfano prima di lui.

[sabato 29 tutti in strada contro razzismo, fascismo e contro il decreto Salvini]

Mentre i fascisti continuano a diffamarci e la CGIL con una certa sinistra sinistrata ripropone la propria visione monolitica della realtà impedendo alla realtà stessa di essere protagonista delle lotte (così come negli anni ‘20 del secolo scorso), noi continuiamo con il percorso di lotta intrapreso in città oltre un mese fa; un percorso fatto di assemblee e iniziative per le strade dei nostri quartieri, manifesti, tanta rabbia e determinazione a non lasciare nessuna agibilità politica a razzisti e fascisti.
Questo agguato in cui sono state gravemente ferite due persone è partito dalla sede di Casa Pound in via Eritrea, ed è stato perpetrato dagli stessi figuri che nelle scorse amministrative si sono candidati con la lista – Noi con Salvini – e che oggi assumono il ruolo fascista di braccio armato delle destre, servi a difesa del potere politico ed economico dei colletti bianchi e dei mafiosi di questa città.
Davanti a questa consapevolezza, non ci resta che scendere in strada, camminare ancora una volta per il rione Libertà, non come vittime e aggrediti, ma come militanti, per portare in piazza l’antirazzismo e l’antifascismo, denunciare la violenza del decreto Salvini, classista e razziale, e la sua risposta penale a una richiesta di stato sociale, portando a termine il lavoro iniziato da Minniti e dal PD. La sua propaganda di facile successo procede a grandi passi sul piano del risentimento e della paura, verso l’instaurazione di un quadro giuridico che legittimi la discriminazione etnica e sociale così come sancito dal decreto Salvini votato all’unanimità dal consiglio dei ministri. È un attacco indiscriminato ai poveri e a chi ancora ha il coraggio di esprimere il proprio dissenso. Per questo tutte e tutti noi abbiamo il dovere di resistere all’apartheid e al classismo di questo momento storico, scendendo tutte e tutti in piazza.
Contro il Decreto Salvini razzista e classista
alle aggressioni fasciste rispondiamo che BARI NON HA PAURA!!

Venerdì 28 – ore 12:00 Piazza Massari
Conferenza stampa – Bari non ha paura

SABATO 29 SETTEMBRE – MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
Piazza Libertà (ex piazza Prefettura), ore 17.00
(evento FB: https://www.facebook.com/events/965628850311822/ )

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