Taranto: i soliti giochini sulla pelle dei lavoratori

Qualcuno sta facendo un brutto gioco. Siamo solidali con i lavoratori, che da mesi non percepiscono stipendio ma non possiamo permettere che vengano bloccate le arterie principali della città. Chiediamo le dimissioni del sindaco per incompetenza amministrativa. È gravissimo che abbia consegnato le chiavi della città a pseudo lavoratori (di cui invitiamo a verificare la reale operatività aziendale) che poi, guidati da sindacalisti pensionati, hanno bloccato la città. Sono incredibili i parallelismi con quanto accadde nell’estate del 2012 per ricattare la magistratura. Come allora, non è stato proclamato lo sciopero ma i lavoratori sono stati messi in libertà. Contemporaneamente, le aziende indispensabili all’attività dell’Ilva non si sono fermate un giorno, dai trasporti al servizio mensa. È lo stesso ricatto di tre anni fa con la città presa in ostaggio.
Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell’indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l’Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).

Ricordiamo che dall’ultimo decreto sono spariti la copertura parchi e il rifacimento dell’Afo 5. È un segnale eclatante di cosa si voglia che accada in quello stabilimento. Perché allora continuare a farsi strumentalizzare da chi gioca continuamente al ribasso? Perché i vostri attuali capi sindacali non vi permettono di spostare nella fabbrica la vostra protesta visto che le aziende è da essa che avanzano soldi e non dalla città?

Date una risposta a queste domande e capirete molte cose di ciò che sta accadendo a Taranto, facendovi pagare un prezzo altissimo. Osservate i movimenti di certi partiti e personaggi della politica che aspirano avidamente a un risultato pieno alle prossime elezioni regionali.

Il Comitato nei prossimi giorni consegnerà provocatoriamente al primo cittadino un mazzo di chiavi, simbolicamente di un monastero, un pacco di buste per lettere e una penna. Il nostro sarà un esplicito invito al Sindaco a dimettersi immediatamente e andarsi a chiudere laddove non possa più nuocere a nessuno.
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *